Dall’ottobre scorso sarebbe in atto una vera e propria strage di cani in Marocco, precisamente nelle città costiere di Aourir, Tamraght e Taghazout. Luoghi splendidi, frequentati anche da molti turisti occidentali, in cui è usanza ospitare sulle spiagge gruppi di cani randagi, tutti, controllati, vaccinati e amati da residenti e forestieri. Ora, come riporta il sito Tgcom24, che cita come fonti i media marocchini, le forze dell’ordine di re Mohammed VI hanno abbattuto decine di poveri quadrupedi. Il probabilemotivo? Il prossimo passaggio nella zona di una delegazione della Fifa che dovrà decidere su una eventuale candidatura del paese africano ad ospitare i Mondiali di calcio del 2026.

Una situazione ritenuta da molti scandalosa che, infatti, ha suscitato la dura reazione di associazioni animaliste e semplici amanti degli animali in tutto il mondo. Al momento sono attive due petizioni da poter sottoscrivere. In Italia, poi, opera lo Stray Dogs International Project, facilmente consultabile sulla pagina ufficiale Fb.

Cani abbattuti a colpi di arma da fuoco: la testimonianza dei turisti

Oltre alle fonti mediatiche marocchine, a confermare la strage di cani in Marocco sono anche i molti turisti presenti nelle zone di Aourir e Taghazout che hanno postato sui social immagini e video della ‘macelleria marocchina’. Un massacro ancora più inaccettabile se si pensa che i cani sterminati erano protetti da una convenzione firmata nel 2016 (TNR Trap Neuter Release), tutti vaccinati, sterilizzati e dotati di un’etichetta che avrebbe dovuto garantire la loro incolumità.

Le iniziative in favore dei cani marocchini

Come già accennato, la strage di cani in Marocco non ha lasciato indifferente la comunità internazionale. Sul noto sito change.org è infatti possibile firmare una petizione indirizzata direttamente a Sua Maestà Mohammed VI. Su un altro sito internet, gopetition.com, è online un’altra petizione, indirizzata stavolta ai politici dello Stato maghrebino. In questo caso, oltre a raccontare quanto accaduto negli ultimi mesi, i promotori chiedono al governo del Marocco di interrompere immediatamente la strage di cani in quanto “illegale e pericoloso”. Il rischio, prosegue l’appello, è anche che i turisti spaventati e inorriditi decidano di non tornare più in quei luoghi, con grave danno economico per il paese. Da ricordare, infine, la degna opera di due educatori cinofili italiani, Lorenzo Niccolini e Clara Caspani, ispiratori dello Stray Dogs International Project.