Il “manifesto choc”, come è stato ribattezzato da alcune testate giornalistiche, affisso in questi giorni a Roma dall’associazione pro-life CitizenGo Italia, sta facendo il giro dei social e non solo, suscitando reazioni opposte: di plauso o di polemica. Ma una cosa è certa, il messaggio non ha lasciato indifferenti, andando a toccare quello che è probabilmente un nervo ancora scoperto: l’esperienza dell’aborto, non certo indolore e priva di importanti ripercussioni psicologiche sulle donne che si sentono costrette a ricorrervi.

Ma come mai il manifesto ha suscitato reazioni così accese e che messaggio veicolava?

Il maxi cartello e l'aborto selettivo

Innanzitutto, il maxicartello reca l’immagine non cruenta, ma tenera, di un pancione sorretto da due mani, accompagnata da una scritta che ricorda che l’aborto è la prima causa di femminicidio nel mondo. Questa è stata la frase che ha suscitato l’indignazione di alcuni che hanno accusato Citizen di aver strumentalizzato la grave piaga del femminicidio, accostando due fenomeni che non avrebbero nulla a che fare l’uno con l’altro.

Tuttavia, analizzando bene la frase incriminata, si può proprio dire ci sia un pur minimo legame alla realtà se si pensa al cosiddetto “aborto selettivo” delle bambine, che è ormai un tragico dato di fatto diffusissimo in India e in Cina.

Secondo una stima del giornale britannico “The Lancet”, infatti, sono ben 12 milioni le bambine indiane mai nate tra il 1980 e il 2010. In Cina, poi, oltre 100 milioni di donne non sarebbero venute mai al mondo.

Un numero gigantesco, una strage silenziosa ma atroce che, in termini numerici, ricorda quelle delle guerre mondiali o delle grandi epidemie.

E’ per ricordare anche queste donne mai nate che è partita la campagna di CitizenGo, a pochi giorni dall’anniversario dell’approvazione della legge 194 che ha introdotto l’aborto in Italia e che, il prossimo 22 maggio, compirà 40 anni . Proprio in occasione dello stesso anniversario, l’associazione ProVita aveva fatto affiggere agli inizi di aprile, sempre per le strade di Roma, un maxi cartello rappresentante un feto di 11 settimane, insieme ad una frase con cui si invitava a scegliere sempre la vita ma era stato immediatamente rimosso dalla giunta Raggi.

La rimozione annunciata

La stessa sorte spetterà, pare, al manifesto di CitizenGo apparso lunedì 14 maggio che, in seguito alle numerose segnalazioni della rete femminista “Rebel network”, potrebbe essere rimosso già domani o comunque, molto presto, nei prossimi giorni. Lo afferma Andrea Coia, presidente della Commissione Capitolina Commercio che si è affrettato a specificare che nel rispetto delle “libertà individuali” non esisterebbe un controllo previo delle affissioni, altrimenti ci si troverebbe di fronte ad un’operazione di censura che però, di fatto secondo alcuni, verrebbe ugualmente esercitata posticipando i tempi e, cioè, con la rimozione successiva.

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Infatti, poche ore fa, attraverso un comunicato ufficiale, CitizenGo, dalla sua pagina Facebook, ha risposto alle polemiche e al duro provvedimento in corso, sottolineando che è in atto un tentativo di silenziare chi afferma la verità sull’aborto che consisterebbe nella soppressione della vita di un bambino e nella devastazione psichica della donna che vi ricorre.

CitizenGo non si arrende

L’Associazione rivendica, pertanto, il diritto alla libertà di espressione, così com’è garantito dall’art.

21 della Costituzione che, tuttavia, ultimamente sembrerebbe valere solo per alcuni e, calpestando il quale, si è assistito anche alla rimozione del maxi cartello di ProVita. Pertanto, in nome della libertà di pensiero e di informazione, CitizenGo, rivendica anche la possibilità che le donne siano correttamente informate sulle conseguenze sempre drammatiche dell’aborto e annuncia che, con la rimozione del manifesto, non verrà ridotto al silenzio chi crede nella vita e, proprio per il bene della donna, vuole che sull’aborto non si taccia. Quindi, nonostante polemiche e rimozioni forzate, la campagna in difesa della vita, iniziata oggi, continuerà e culminerà nella “Marcia per la vita” prevista a Roma per il prossimo sabato 19 maggio.

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