Di solito ci si occupa di loro soprattutto nella bella stagione per motivi squisitamente gastronomici: cucinarli e servirli in tavola nel migliore dei modi, nell'incertezza se abbinarli alle patate o farli in modalità insalata di mare. Invece un team di 33 scienziati si è occupato di polpi o piovre che dir si voglia, perché di questo si tratta, mosso da tutt'altro interesse. Sarebbero intelligentisimi E.T., extraterrestri con una coscienza evoluta che popolano gli abissi da circa 500 milioni di anni. Da quando cioè tali creature aliene [VIDEO] sarebbero precipitate sulla terra dallo spazio profondo. Lo dice la ricerca di questo gruppo di lavoro di un'università dello Sri Lanka.

La teoria non è stata accolta con favore da colleghi di atenei in altre parti del mondo.

'Piovono' polpi dal cielo

Tutto avrebbe avuto inizio da uova precipitate sulla Terra: si sarebbero conservate perché contenute all'interno di corpi celesti, comete ghiacciate. Giusto il tempo di atterrare per poi schiudersi e dare origine alla vita dei polipi sul pianeta. Più che scienza, pare fantascienza. A qualche cattedratico pare fantasia allo stato puro. La suggestiva trama è stata ordita non da sceneggiatori con grande inventiva ma da 33 scienziati che hanno partecipato alla realizzazione di un serissimo articolo dal titolo "Cause of Cambrian Explosion, Terrestrial or Cosmic?”, pubblicato sulla rivista scientifica “Progress in Biophysics and Molecular Biology”. Li ha riuniti il professor Edward J. Steele del Centro per l'Astrobiologia dell'Università di Ruhunaera (Sri Lanka).

I luminari dello Sri Lanka (anche se alcuni accademici di atenei in altre parti del mondo non li ritengono tali) volevano cercare di capire come fosse stato possibile che 500 milioni di anni fa nel Cambriano, all'inizio del Palezoico, ci sia stata l'esplosione della biodiversità. I cefalopodi secondo la teoria hanno un sistema nervoso troppo complesso per essersi evoluti da chissà quali antenati: avrebbero un’origine spaziale. Sarebbero piovuti dal cosmo.

Alieni in tavola e non solo

Per i 33 scienziati, virus alieni avrebbero modificato il Dna dei calamari oppure sarebbero arrivati sul nostro pianeta all’interno di corpi celesti per poi condizionare l’evoluzione di tutte le specie terrestri. Nella comunità scientifica la teoria è stata accolta con grande perplessità se non con sarcasmo. In particolare, il professor Jonathan Eisen, docente presso il dipartimento di Evoluzione ed Ecologia dell'Università della California, ha irriso un'immagine presentata nell'articolo in cui viene mostrata la trasformazione del calamaro in piovra dal momento che i virus spaziali si sarebbero insinuati sulla Terra.

"L'articolo è a dir poco scioccante", ha commentato il professor Eisen, che però ha ironicamente apprezzato le figure presentate nello studio. Per Mark Carnall del Museo di storia naturale dell'università di Oxford, si tratta di un'assurdità bella e buona che nulla spiega a livello biologico sull'evoluzione dei cefalopodi. In effetti lo studio non chiarisce come avrebbero fatto le uova aliene a sopravvivere all'impatto con una Terra primigenia che aveva temperatura e pressione a dir poco apocalittici. D'altra parte non è la prima volta che circolino teorie sull'origine extraterrestre [VIDEO] dei polpi. Peter Godfrey-Smith, professore di filosofia della scienza all'università di Sydney, ritiene che siano gli animali più complessi tra quelli esistenti e a livello di coscienza sarebbero la nostra migliore approssimazione. D'ora in poi, di fronte a un'insalata di mare sorgeranno pensieri nuovi, anzi 'alieni'.