Giusto il tempo di finire i festeggiamenti per la vittoria del settimo scudetto consecutivo, che una tegola si abbatte sulla Juventus, il club calcistico più blasonato e vincente d'Italia. La procura di Napoli ha aperto un 'fascicolo conoscitivo' contro il sodalizio torinese a seguito di un esposto di un noto avvocato campano.

Da qualche anno, soprattutto da quando è iniziata la gestione del presidente Andrea Agnelli coadiuvato dall'amministratore delegato Giuseppe Marotta i bianconeri hanno spesso 'contestato' in maniera abbastanza plateale i due scudetti che furono revocati dalla giustizia sportiva relativi alle stagioni calcistiche 2004/2005 e 2005/2006.

Le vittorie di questi due campionati di serie A sono state spesso conteggiate dal club in molte occasioni, nonostante non avrebbe dovuto accadere in ossequi alle condanne subite.

Se una larga parte della tifoseria ha sempre apprezzato questa scelta, da molte parti si sono spesso levate parecchie critiche, e spesso è stata tirata in ballo la giustizia sportiva affinchè sanzionasse i bianconeri obbligandoli ad indicare in maniera corretta il loro palmares. Nessuno fino a ieri aveva tirato in ballo la giustizia ordinaria.

'Praticano pubblicità ingannevole, devono essere puniti'

La richiesta di un intervento della Procura di Napoli, che ha dovuto aprire d'ufficio un'indagine conoscitiva, è nata da un esposto depositato dall'avvocato napoletano Angelo Pisani, noto alle cronache per aver patrocinato la difesa Diego Armando Maradona dalle accuse di evasione fiscale mosse a suo tempo da Equitalia.

Secondo il legale campano, essendo la Juventus una società per azioni quotata in borsa, dichiarare un numero di scudetti 'inesatto' porterebbe a commettere ben due reati: l'aggiottaggio e la pubblicità ingannevole. Le sue considerazioni sono mosse dall'attività commerciale correlata ai risultati sportivi che incide in maniera consistente nel fatturato, soprattutto grazie alla vendita del merchandising.

La procura, a seguito di questa denuncia, ha aperto un fascicolo conoscitivo, assegnato al pubblico ministero Danilo De Simone. Probabilmente, se ci dovessero essere gli estremi per una vera e propria indagine, potrebbe non essere però il tribunale campano a seguirla, poichè la sede legale dei bianconeri è a Torino.

L'unica certezza è questa notizia non influirà sul lavoro della dirigenza bianconera, volto a rinforzare la squadra al fine di mantenere l'elevato livello di competitività dimostrato in questi ultimi anni. L'obiettivo anche per la prossima stagione sarà sempre lo stesso: vincere la terza Champions League.