Giornate di terrore per coloro che sono caduti vittima del malviventi che, grazie al web, sono riusciti a svuotare i loro conti correnti. L'accaduto è stato definito “Man in the middle”, ovvero una truffa su internet che ha coinvolto diversi gruppi bancari in Italia. La criminalità organizzata sul web ha optato, come metodo di furto, l'invio di posta elettronica certificata a nome degli istituti bancari verso i correntisti, che nella loro PEC si sono visti arrivare diverse comunicazioni riguardati i propri conti correnti. I cyber criminali hanno cosi rubato somme di denaro per un totale di circa 40 mila euro.

Truffa dei conti correnti: ecco come agivano

Una vera e propria operazione cyber criminale denominata "Man in the middle" che ha coinvolto centinaia di clienti e conti correnti bancari. I malviventi, attraverso il loro operato sul web, son riusciti a modificare gli indirizzi PEC di diversi istituti bancari italiani, cambiandoli anche sui grandi siti istituzionali consultati dai clienti e sostituendoli con alcuni indirizzi PEC di provider comuni e facilmente reperibili, quali Legalmail, Aruba e diversi altri. Per chiudere il cerchio, le Pec sono state intestate a soggetti terzi, ovviamente non riconducibili a chi ha messo in atto la truffa ai danni dei correntisti.

Quali le banche coinvolte?

Ad essere truffati sono stati diversi gruppi bancari, nei quali i correntisti che tengono i loro risparmi o le loro pensioni hanno visto prosciugarsi i conti.

Nel dettaglio, i malviventi hanno preso di mira: Barclays Bank, Banca Fineco, Iw Banck, CheBanca!, Banca Mediolanum e Ing Bank. Una volta inseritesi nel sistema, i malviventi si sono impossessati dei dati e del denaro sui conti correnti, eseguendo transazioni verso conti creati appositamente per incassare il denaro sporco. I soldi da lì venivano convertiti in bitcoin per poi essere usati per scopi loschi, come l'acquisto di armi e munizioni nel dark web. Le forze dell'ordine sono riuscite però a fermare il meccanismo criminale solo a seguito delle denunce dei truffati. La truffa è terminata con l'arresto di 5 hacker, di cui quattro calabresi, accusati di reato di truffa aggravata. In via preventiva, le somme sono state sequestrate aspettando il proseguo del processo, al termine del quale il denaro potrebbe essere restituito ai legittimi proprietari: per altre notizie, continuate a seguire il sito Blastingnews.