Le premesse per la perfetta riuscita del bilaterale di Singapore ci sono tutte. Era notte fonda in Italia, quando il leader nordcoreano Kim Jong-un ha incontrato il presidente americano Donald Trump. Il colloquio privato tra i due è durato circa un'ora ed è poi proseguito alla presenza di alti funzionari [VIDEO] di entrambi i Paesi. Gli Stati Uniti chiedono la denuclearizzazione completa del piccolo Stato comunista ed in cambio concederanno 'garanzie per la sicurezza' del regime ancora non specificate. Ad ogni modo, le prime dichiarazioni dei due capi di Stato spingono all'ottimismo, ma stando comunque ad analisi e stime da parte degli esperti, il processo completo di denuclearizzazione della Corea del Nord non è certamente un qualcosa che possa concretizzarsi dall'oggi al domani.

Secondo uno studio a cura della Stanford University che risale allo scorso mese di maggio, potrebbe infatti abbracciare un arco di tempo dai 6 ai 10 anni, nella migliore delle ipotesi. Il regime asiatico, secondo i dati espressi dagli esperti in questione, dovrebbe prendere in considerazione almeno 22 programmi ed attività legate allo sviluppo delle armi atomiche [VIDEO]. Per alcuni di questi, la sospensione potrebbe arrivare in meno di un anno, ma lo smantellamento completo è un procedimento lungo ed articolato. Secondo Siegfried Hecker, principale relatore dello studio e scienziato che in passato ha ispezionato le strutture che la Corea del Nord ha dedicato allo sviluppo nucleare, ci potrebbero volere addirittura 15 anni per la completa denuclearizzazione.

L'arsenale nordcoreano

Secondo le stime statunitensi, la Corea del Nord può contare al momento su circa una settantina di missili balistici e possiede materiale per costruire fino a sessanta testate nucleari.

Uno studio indipendente che risale a due anni fa sosteneva il possesso di materiale, da parte di Pyongyang, per la realizzazione di una ventina di testate atomiche, dati che oggi potrebbero essere ormai superati. Dagli spericolati test messi in atto lo scorso anno, sappiamo che le forze armate di Kim Jong-un dispongono di missili intercontinentali, oltre quelli a corto e medio raggio ed a raggio intermedio. Parecchie ombre, infine, sul possesso di armi chimiche o batteriologiche la cui detenzione da parte di Pyongyang viene sospettata ormai da anni dalla CIA che, però, non è mai stata in grado di fornire prove certe. Recentemente Kim ha ordinato la chiusura del principale sito nucleare del Paese, quello di Punggye-ri, permettendo di assistere all'evento anche i rappresentanti della stampa provenienti dall'estero. Secondo gli esperti, però, l'abbandono di questo sito non impedisce di metterlo in funzione in un secondo momento e nessuno può escludere che la Corea del Nord non disponga di altre strutture simili.