Stamattina (6 Luglio 2018) uno dei responsabili delle operazioni di soccorso ha annunciato che, all'interno della grotta Tham Luang, il livello di ossigeno è calato inesorabilmente. Si parla del quindici per cento e per questo i soccorritori stanno facendo di tutto per accelerare il più possibile i preparativi del piano di recupero. I dodici ragazzi ed il loro allenatore rischiano di morire soffocati a causa della carenza d'aria respirabile e, a tal proposito, si sta provvedendo all'inserimento di un tubo, di una lunghezza vicina ai cinque chilometri, con lo scopo di compensare la perdita d'ossigeno immettendone da fuori.

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L'ossigeno comincia a diminuire: morto anche uno dei soccorritori

Contemporaneamente, si sta facendo di tutto per abbassare il livello dell'acqua tenendo comunque d'occhio il tempo. Se dovessero esserci piogge, i tempi si allungherebbero e, dopo aver appurato il problema dell'ossigeno, è una eventualità che non possono permettersi. Specialmente ora che il primo chilometro è possibile percorrerlo a piedi.

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D'altro canto, il tempo per istruirli al nuoto è limitato. Per questo, si sta prendendo in considerazione la possibilità di farli procedere in fila indiana, ognuno sigillato all'interno di una tuta apposita con un casco e respiratore collegato alla bomboletta d'ossigeno di chi sta davanti. Un cavo-guida luminoso e alcune zone di sosta all'interno del cunicolo sono già in via d'installazione. Oltre a ciò, hanno annunciato la tragedia riguardante la morte di uno dei Navy Seals thailandesi. L'uomo aveva trentotto anni ed è morto a causa della mancanza di ossigeno.

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Cronaca Nera

Aveva perso conoscenza sulla via del ritorno e i molteplici tentativi fatti per rianimarlo non hanno condotto a nessun risultato.

Aggiornamenti sulle condizioni dei ragazzi

Tralasciando il problema dell'esaurimento dell'ossigeno, le condizioni dei dodici giovanissimi calciatori e del loro allenatore sono migliorate, ma restano comunque troppo deboli per affrontare i quattro chilometri a nuoto, tenendo conto per giunta che non sanno nuotare.

I Navy Seals hanno provveduto a fornir loro cibo, acqua, cure mediche e supporto psicologico. Il più debole del gruppo è Ekapol Chanthawong, l'allenatore della squadra considerato dai media il responsabile dell'accaduto. Per questo particolare, una volta fuori dalla grotta, 'potrebbe rischiare' di essere incriminato, dato che la responsabilità è sua essendo la squadra composta esclusivamente da minorenni, ma i ragazzi gli vogliono bene.

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Lui, avendo a cuore la salute dei ragazzi, ha dato loro quasi tutta la sua parte di cibo ed acqua. In più, durante i nove giorni, ha vietato loro di bere l'acqua accumulata a terra e di bere invece quella che scende dalle pareti.

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