Ufficialmente era stato allontanato alcune settimane fa dalla sua parrocchia, situata in una zona periferica di Avellino, per motivi di salute. Ma quanto comunicato ai fedeli nascondeva una motivazione ben diversa. Il giovane sacerdote avrebbe inviato una serie di messaggi a luci rosse ad alcuni parrocchiani sposati.

Gli sms arrivavano a questi uomini durante tutte le ore del giorno ed erano spesso accompagnati da avance più o meno spinte [VIDEO]. Dopo una serie di indagini interne, durate alcuni mesi, è arrivata dunque la decisione del vescovo di Avellino, monsignor Arturo Aiello che ha rimosso il prete dalla parrocchia assegnatagli cinque anni fa; inoltre sarebbe stata avviata anche la procedura per la sospensione a divinis del sacerdote.

Il sacerdote avrebbe ammesso di aver inviato i messaggi a luci rosse

Si sarebbe arrivati a questo epilogo dopo un duro confronto con l’accusato - avvenuto nella sede della curia di Avellino - dove era stato convocato per difendersi davanti al vescovo e da una commissione formata da altri tre parroci.

Ma, dalle indiscrezioni trapelate, pare che il sacerdote avrebbe confermato di essere lui l’autore di quei messaggi rivolti ad uomini sposati. [VIDEO] A far partire l'indagine sarebbe stata una delle persone oggetto delle attenzioni del prete con una denuncia all’autorità ecclesiastica.

A questo punto sarebbe maturata la decisione di allontanarlo dalla parrocchia dove era molto apprezzato dai fedeli, anche per una serie di iniziative sociali intraprese, e di sostituirlo con un altro giovane sacerdote.

Il tutto si era svolto nella massima riservatezza fino a quando non sono iniziati a trapelare alcuni particolari della vicenda che monsignor Aiello si è comunque rifiutato di commentare.

La vendetta del sacerdote: i volantini contro gli altri parroci della diocesi

Ma i messaggi ai fedeli non sarebbero l’unico motivo della rimozione del parroco. A lui sarebbero state imputate anche altre condotte scorrette. In particolare il sacerdote è accusato di essere l’autore di una serie di volantini anonimi - dai contenuti molto polemici - apparsi davanti alle chiese della città pochi giorni prima della visita di Papa Francesco in Irpinia.

Nel manifesto veniva riportata una dura denuncia contro una serie di sacerdoti della diocesi indicati con nome e cognome. Quest'ultimi erano accusati di vivere in modo peccaminoso, intrattenendo relazioni con donne sposate e lucrando sulle attività della Chiesa.

I volantini avevano provocato grande scalpore in città tanto che era intervenuta la Digos per individuare l’autore di questi scritti diffamatori.

In alcuni filmati delle telecamere di sorveglianza, poste nei pressi di diverse chiese di Avellino, i poliziotti hanno riconosciuto il prete mentre lasciava i fogli della discordia sul parabrezza di alcune auto.

Altro materiale utilizzato per realizzarli è stato ritrovato dagli agenti in casa del sacerdote che avrebbe agito per vendetta una volta saputo delle indagini in corso nei suoi confronti e del rischio di perdere la parrocchia alla quale era stato assegnato cinque anni prima.