Spezzato esattamente a metà. Il 'ponte di Brooklyn', come i genovesi lo chiamavano in un misto di ironia e orgoglio per una vaga somiglianza con quello di New York, conosciuto come ponte Morandi dal nome del suo progettista, ieri a mezzogiorno è venuto giù. Snodo principale tra 'Ponente' e 'Levante', collegamento con l'Italia peninsulare e con la Francia, portava l'autostrada A 10 nel cuore della città: da simbolo di genova, è diventato simbolo di un'Italia che cade a pezzi.

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Si è letteralmente sbriciolato in pochi istanti alla vigilia di un tragico Ferragosto mentre su Genova c'era un violento nubifragio, facendo precipitare da un'altezza di circa 50 metri 35 auto, 3 Tir, provocando 35 vittime accertate, 15 feriti e 440 sfollati perché sono stati evacuati 11 palazzi. Quasi 200 metri di ponte sono precipitati sul greto del fiume Polcevera, tra una zona industriale e la linea ferroviaria.

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Altrimenti la strage poteva avere conseguenze ben peggiori. Colpa della pioggia, di un fulmine o cedimento strutturale, secondo le prime ipotesi. Per alcuni esperti e i genovesi che lo consideravano un grande gigante malato invecchiato precocemente, prima o poi doveva accadere: è un disastro annunciato. In tanti ricordano che nell'attraversarlo sentivano un inquietante tremolio. In queste ore circolano in Rete un'intervista e un articolo scritto due anni fa sulla rivista ufficiale dell'Ordine degli Ingegneri: Antonio Brencich, professore associato di Costruzioni in cemento armato all'università di Genova nel 2016 aveva messo in dubbio la sostenibilità della struttura.

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Cronaca Nera

Indicata come un capolavoro, era a suo dire, un esempio del fallimento dell'ingegneria. Sul ponte erano in corso lavori di manutenzione della soletta del viadotto.

Previsione non ascoltata

"Il ponte della A10 va sostituito, o ricostruito". Due anni fa l'aveva scritto e detto senza mezzi termini in un'intervista alla tv ligure Primo canale il professor Brencich, ma le sue previsioni sono rimaste inascoltate.

L'esperto aveva sollevato il problema della corrosione anticipata dei materiali, dell'errore nella valutazione di alcune criticità delle strutture di cemento armato precompresso conosciute fin dalla realizzazione del ponte, della continua manutenzione che dopo trent'anni aveva già richiesti interventi straordinari: negli anni '90 alle tre campate sono stati aggiunti cavi in acciaio. I costi di manutenzione presto supereranno quelli di costruzione: aveva previsto Brencich.

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Costruito tra il '63 e il '67 su progetto dell'ingegnere Riccardo Morandi, lungo 1200 metri, alto 45, sorretto da tre piloni, fu inaugurato nel 1967 alla presenza dell'allora presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat. A Genova tutti temevano quel ponte difettoso da sempre. Brencich, intervistato oggi da Rainews24, ha detto che una struttura in cemento armato arriva a fine vita in 50 anni solo se è stata progettata ed eseguita male, mentre ci sono ponti che dopo cento anni non hanno ancora subito nessuna modifica. Ha aggiunto che un fulmine non fa crollare un viadotto, e che è follia attribuirne il collasso a un temporale estivo.

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Un'altra profezia e un'interrogazione parlamentare del 2016

"Tra dieci anni il ponte Morandi crollerà": lo aveva previsto nel dicembre 2012 Giovanni Calvini, allora presidente di Confindustria locale. Di anni ne sono trascorsi appena sei e la profezia si è avverata. Calvini invocava la creazione della Gronda di Ponente, grande e controversa infrastruttura per la quale tre mesi fa è arrivato il parere favorevole dell'Ue. Autostrade per l'Italia invece parlava di un ponte che sarebbe stato in piedi altri cent'anni. Le parole di Calvini furono discusse in una seduta del consiglio comunale di Genova del 4 dicembre 2012.

Un'interrogazione parlamentare di Maurizio Rossi, ex senatore di 'Scelta civica' all'allora ministro delle Infrastrutture e Trasport Graziano Del Rio, a cui non è mai giunta risposta, denunciò nel 2016 un preoccupante cedimento dei giunti. Sottoposto per volume di traffico a sollecitazioni crescenti, a Genova in tanti avevano sollevato dubbi sulla stabilità del ponte. Nel 2009 si era studiata l'ipotesi della demolizione controllata, rimasta lettera morta. Si farà a tragedia avvenuta.

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