Servirà un permesso per salire dalla via normale sul Monte Bianco a partire dal 2019. ​È il provvedimento deciso ieri sera dallo Stato francese in accordo con il sindaco di Saint-Gervais, la gendarmeria e il club alpino e interesserà la via più frequentata dagli alpinisti, quella del Gouter. Soddisfatto il primo cittadino Jean-Marc Peillex che era da tempo alla ricerca di un'idea per regolamentare il sempre crescente flusso di alpinisti in quota ed evitare incidenti. 'Una giornata storica per questa montagna' ha detto ieri sera al termine dell'incontro sulla decisione che deve essere ancora formalizzata.

Come riporta La Repubblica, i dati di afflusso al Monte Bianco sulla rotta del Gouter conta tra i 300 e i 500 scalatori al giorno, e nei fine settimane si toccano punte di 1000 persone in quota. 'Difficile controllarli' precisa il sindaco, che ha annunciato il numero massimo di '214 scalatori al giorno, tanti quanti possono essere ospitati nel rifugio in quota, con prenotazione ancora obbligatoria'. Per Pierre Lambert, preetto incaricato, c'è da essere cauti in attesa di una 'Seria analisi tecnica'.

Sul Monte Bianco con il permesso, pronti a multare

A controllare gli accessi sarà direttamente il Comune di Saint-Gervais con agenti pronti a emettere le necessarie contravvenzioni per chi sarà trovato primo di autorizzazione.

Il permesso interesserà solo la normale via di accesso mentre saranno ancora liberamente scalabili il versante italiano, con passaggio dal rifugio Gonella, e le vie francesi Grands Mulets e Trois Mont Blanc. In Nepal il provvedimento di regolamentazione è già attivo da tempo, proprio per affrontare il problema della folla di alpinisti in vetta, e il costo del permesso raggiunge anche gli 11mila euro, con l'obbligo di essere accompagnati da una guida esperta d'alta quota e cinque bombole d'ossigeno nonché il divieto di raggiungere i campi base in elicottero.

Ma non tutti gli alpinisti sono d'accordo.

Alpinisti in disaccordo

Reinhold Messner ha commentato il provvedimento riconoscendo essere un problema la presenza di troppe persone in quota, rendendo difficile un controllo su queste masse. 'L'alpinismo sul Monte Bianco è diventato un alpinismo di pista' ha detto, riferendosi alle migliaia di persone che ogni giorno vogliono salire pur sapendo quanto è affollato in vetta.

'Non è il mio alpinismo', ha concluso Messner.

Amareggiato dalla scelta francese è invece l'alpinista valdostano Hervé Barmasse che ha replicato duramente: 'Vietando l'accesso alle montagne si nega la libertà. Altro che giornata storica, questa è la giornata più triste'. Tuttavia questa estate si sono verificati numerosi incidenti dovuti all'inesperienza dei viandanti ed è subito scattato l'accordo per evitare situazioni come quelle che già si sono verificate: da chi voleva portare in cima il cane alle persone in scarpe da ginnastica. E poi guide abusive e comportamenti pericolosi in generale.

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