Era conosciuta come la 'poetessa dei bambini' per i suoi delicati libri per l'infanzia. Purtroppo il finale della sua storia è drammaticamente identico a quello della vita di tante altre donne: Angela Ferrara è stata uccisa a 31 anni dall'uomo che diceva di amarla.

A Cersosimo, piccolo paese in provincia di Potenza dove viveva, suo marito Vincenzo Valicenti, 41 anni, guardia giurata, sabato ha impugnato la sua pistola d'ordinanza e l'ha freddata davanti alla scuola del loro figlio Luciano di otto anni.

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Femminicidio, la poetessa dei bambini uccisa dal marito

La storia di questo femminicidio ricalca drammaticamente altre precedenti storie di violenza sulle donne con esito mortale. Il rapporto tra la poetessa e il marito non andava bene. Tutti sapevano a Cersosimo, paesino di 600 anime sul versante lucano del Pollino, che specie negli ultimi tempi i litigi tra i due erano continui.

Una laurea in teologia, Angela era apprezzata come poetessa e animatrice culturale e di eventi dedicati ai bambini.

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Non riusciva più a stare con "un marito padrone violento e armato". Da settimane era tornata a vivere a casa dei genitori con il bambino. Lei che, tra le altre cose, assisteva gli anziani, suonava la chitarra, cantava, dipingeva, voleva lasciare definitivamente l'uomo che non riconosceva più. Un'onta inaccettabile per la guardia giurata di dieci anni più grande che la considerava una sua proprietà ed era spaventato da una donna che lo superava in cuore, passioni, talenti e voleva volare libera.

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Cronaca Nera

Si è preso la sua "rivincita" spietata lasciando il loro bambino solo al mondo.

Sabato mattina, Valicenti l'ha aspettata davanti a un luogo simbolo di cultura, non violenza, speranza: la scuola di suo figlio. Ha atteso che lei, dopo aver accompagnato il bambino, uscisse dall'istituto scolastico e quando si è avvicinato alla sua auto, una Fiat 600 è iniziata l'ultima discussione. Stavolta Valicenti aveva già deciso l'esito della lite: ha estratto la pistola, ha puntato l'arma a breve distanza contro la moglie, le ha sparato più colpi uccidendola davanti agli occhi della madre che era in auto.

La suocera raggiunta da un proiettile, in stato di shock, è stata trasportata con eliambulanza all'ospedale San Carlo di Potenza. Non è in pericolo di vita. L'omicida si è allontanato e secondo un copione che si ripete, al femminicidio è seguito il suicidio: si è seduto sui gradini nei pressi della sua abitazione e si è sparato un colpo alla testa.

Angela Ferrara scriveva poesie per essere libera

Occhi verdi profondi di speranza, spirito vitale, tutti la ricordano in queste ore come una donna dolce, d'animo nobile, piena di progetti e sogni.

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Per sfuggire alla dimensione costrittva del paese, Angela scriveva poesie: era il suo modo di sentirsi libera. Aveva scritto una raccolta "Le sette fantastiche meraviglie del modo antico" e aveva pronto un altro manoscritto "Incidenti domestici per bambini” per cui cercava un editore.

Aveva chiesto a un'amica di aiutarla a trovare con urgenza una casa a Roma per trasferirsi e staccarsi da un uomo che la spaventava.

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A Roma era venuta spesso a declamare le sue poesie tra amici poeti. "M’ama o non m’ama? I dubbi dell’amore. Nuda margherita nell’assolato prato preda sei dell’ossessione. ma se davvero m’ami, non raccogliermi": negli ultimi versi di una recente poesia c'era tutto il suo tormento.

Femminicidio, il post del presidente del Consiglio

C'è un paese, Cersosimo, sconvolto. E anche l'Italia che utilizza i social esprime in queste ore dolore e rabbia. In un post su Instagram, anche il premier Giuseppe Conte ha ricordato la poetessa uccisa condannando il femminicidio. Come uomo e presidente del Consiglio, ha espresso il suo impegno affinché in questo Paese le donne vengano rispettate. I dati raccontano che viene uccisa una donna ogni 60 ore. Solo nella provincia di Potenza è il secondo caso in pochi mesi. Segno che manca qualsiasi prevenzione a cominciare da un'educazione emotiva.

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