Una decina di giorni fa è arrivata la sentenza: Massimo Rambotti, chirurgo estetico 62enne originario di Foligno, è stato condannato ad un anno, con la sospensione della pena. Era sotto processo per aver causato delle lesioni gravissime all’ex modella Cristina Guidetti, durante un intervento chirurgico avvenuto nell’ambulatorio specialistico “Orchidea” di Abano Terme il 31 gennaio 2012. La donna, allora 35enne, in vista di un importante impegno lavorativo si era sottoposta ad un’operazione con il laser per correggere alcune imperfezioni al viso.
Ma il volto della modella è rimasto sfigurato da alcuni segni permanenti, delle cicatrici dovute alle ustioni, che nemmeno i 42 trattamenti che ha subito successivamente sono riusciti a cancellare.
Per la prima volta Cristina Guidetti racconta la sua storia
Una decina di giorni dopo la sentenza, Cristina Guidetti ha deciso di parlare per la prima volta della vicenda, raccontando al Resto del Carlino ed a La Gazzetta di Modena le difficoltà che ha passato in tutti questi anni. Non solo la sua brillante carriera di modella finita per sempre, ma anche i disagi affrontati quotidianamente: “Mia figlia, che oggi ha 15 anni, era traumatizzata” spiega la donna, che ricorda anche come i primi tempi dopo la sfortunata operazione la gente la schivava per strada.
Ora, finalmente, il lungo processo, incominciato nel settembre del 2012 ed andato avanti a singhiozzo, è arrivato ad una conclusione: quasi sicuramente, dati i lunghi tempi della giustizia, arriverà la prescrizione a cancellare la pena, ma Cristina sente di non aver ancora concluso la sua battaglia per ottenere giustizia, almeno in sede civile.
Ora la battaglia legale si sposta in sede civile
Infatti, l’ex modella reclama di non aver avuto un euro di risarcimento per i danni subiti. In questi anni ha dovuto spendere circa 93mila euro per rimediare, almeno parzialmente agli effetti di quell’intervento che le ha lasciato dei segni indelebili. Inoltre ha perso per sempre il lavoro, iniziato da giovanissima e nel quale era molto stimata.
La donna ammette di aver anche fatto dei brutti pensieri, ma di essere riuscita ad andare avanti grazie al supporto della figlia e dei genitori.
Non è mancata ad un’udienza, anche quando i trattamenti subiti per curare i segni al volto le procuravano dolore e sofferenza. Il suo avvocato Pietro Someda ha dovuto presentare un’istanza per far accelerare i tempi del dibattimento ed arrivare finalmente alla sentenza, pronunciata dal giudice monocratico Laura Alcaro. La condanna in primo grado, sebbene inficiata dalla prescrizione, sarà utile per rafforzare la posizione della vittima nel processo civile, in cui sono state già stabilite la responsabilità del chirurgo estetico e l’esistenza di danni gravissimi subiti dall’ex modella. “Mi fidavo di lui, era uno dei professionisti più stimati – conclude Cristina Guidetti – la mia vita è cambiata per sempre, ora spero di ottenere un risarcimento al più presto, per poter ripartire”.