Il proprietario di un caseificio e di un allevamento del casertano, Paolo Marrandino, è stato condannato ad un periodo di otto mesi di reclusione per tentata frode dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Assolti invece il nipote Pasquale di 32 anni, il veterinario Andrea Russo di 60 anni e il figlio 33enne di quest'ultimo: Carmine. I quattro uomini avrebbero somministrato un vaccino vietato per legge alle bufale nel periodo post parto, contaminando così il latte da esse prodotto e mettendo a rischio la Salute dei consumatori.

L'accaduto nel 2014: i quattro uomini avrebbero contaminato il latte delle bufale

Nel dicembre 2014 suscitò scandalo la vicenda dell'allevamento casertano di proprietà di Paolo Marrandino, il quale avrebbe somministrato, con l'aiuto di suo figlio, di un veterinario e del figlio di questi, un vaccino contro la brucellosi alle bufale che avevano appena partorito. Questa procedura, vietata per legge, avrebbe provocato la contaminazione del latte prodotto dalle bufale stesse e di conseguenza anche ai prodotti derivati dal latte di bufala, come le famose mozzarelle. L'indagine aperta dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere mise agli arresti domiciliari i quattro accusati. Fino all'epilogo avvenuto in queste ore.

La Procura ipotizzò l'associazione a delinquere finalizzata alla frode commerciale

Fu l'avvocato della famiglia Marrandino a far presente che non ci sono prove scientifiche sull'incidenza negativa della brucellosi sull'uomo. Inoltre, il batterio in questione non è in grado di superare la fase di pastorizzazione, dettaglio preso in considerazione anche dal Procuratore Aggiunto di Santa Maria Capua Vetere in carica al tempo del fatto, Raffaella Capasso.

Ma tutto questo non bastò ad evitare una vera e propria campagna contro il prodotto caseario. Nel frattempo, la Procura ipotizzò il reato di associazione a delinquere e di ricettazione, per cui sono stati tutti assolti. Paolo Marrandino invece è stato condannato ad otto anni di reclusione per tentata frode in commercio.

Fu sequestrato l'intero allevamento

Il rischio di brucellosi fu preso in alta considerazione, tanto da far scattare il sequestro dell'allevamento di Marrandino due anni prima del blitz, insieme a duemila capi bufalini. Infine, le analisi fecero luce sulla reale portata della situazione: soltanto 5 capi furono scoperti affetti da brucellosi; tutte gli altri risultarono sani.

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