Il bilancio delle vittime del tragico tsunami avvenuto poche ore fa in Indonesia è destinato a salire, ma già si contano 222 morti e quasi 850 feriti. Lo tsunami si è diretto sulla costa dello Stretto della Sonda, tra le isole indonesiane di Giava e Sumatra: oltre le numerosissime vittime si registrano centinaia di edifici danneggiati, tra cui una decina di alberghi e tra le macerie risultano ancora 28 persone disperse. All'origine dell'onda anomala ci sarebbe l'attività di un nuovo vulcano, "figlio" del Krakatoa, o Krakatau in lingua indigena, tristemente noto perchè la sua esplosione del 1883 provocò una tragedia immane, ben 30mila morti.

Il vulcano è stato chiamato Anak Krakatoa, che in indonesiano significa figlio del Krakatoa, perchè l'isola vulcanica è emersa intorno al vecchio vulcano e rientra nella categoria dei nuovi vulcani, come spiegato da Pier Giorgio Scarlato, vulcanologo dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. L'esperto spiega che i vulcani di nuova formazione sono molto instabili dal momento che hanno edifici tendenti a franare: il vulcano Anak era sotto osservazione dal giugno scorso proprio per le sue manifestazioni continue.

I vulcani instabili

Qualcosa del genere è avvenuto, pur se in misura ridotta, anche 17 anni fa nello Stromboli, quando si generò un maremoto dall'instabilità del vulcano. Lo Stromboli provocò una frana di 30 milioni di metri cubi di roccia che si riversò quasi totalmente in mare, provocando l'onda anomala che raggiunse le coste di tutte le isole limitrofe ed anche il Tirreno meridionale.

Simile allo Stromboli e al vulcano Anak Krakatoa è l'italianissimo vulcano dei Colli Albani, figlio del Tuscolano-Artemisio, che 700.000 anni fa collassò durante una violenta eruzione.

Il muro d'acqua

Più violenta è l'eruzione, sottomarina o superficiale, più velocemente precipitano tonnellate di roccia verso il mare: in Indonesia si è formato un muro d'acqua di circa 20 metri che si è abbattuto in diverse ondate sulle coste vicine. Le vittime infatti sono state travolte dalla massa d'acqua sia nella zona di Lampung, a Sumatra, sia nell'area di Pandeglang, a Java. Le zone colpite sono frequentateda molti turisti stranieri durante il periodo delle festività natalizie, ma sembra che per il momento non ci siano vittime straniere, mentre la Farnesina ha attivato l’Unità di crisi e la nostra ambasciata a Giacarta per eventuale assistenza.