È arrivato al Policlinico Gemelli lo scorso 8 gennaio alle due del mattino ed è stato immediatamente portato in terapia intensiva, viste le sue gravi condizioni. Parliamo di un autista dell’Atac, che compirà 32 anni il prossimo 5 febbraio ed è stato colpito da meningite batterica di tipo B. Si tratta del secondo caso in poco tempo a Roma: alcuni giorni fa Federico, un ragazzo di 15 anni, è morto dopo aver contratto la stessa malattia. Questa volta però la situazione sembra volgere al meglio: le condizioni del giovane, ancora in coma, nelle ultime ore sembrano essere meno disperate, tanto da farlo uscire dal reparto di rianimazione.

I genitori del conducente, che vive con la famiglia a Monterotondo, comune della città metropolitana di Roma, hanno raccontato la loro brutta esperienza ai giornalisti del Messaggero.

Il racconto dei genitori dell’autista

L’autista lavora sui mezzi che partono dal deposito di Grottarossa, tutte linee che operano nella zona più a nord della Capitale, come il 446, il 910 o il 223. Ha condotto i mezzi fino alla mattina del 31 dicembre, per poi andare in ferie dal primo al 7 gennaio.

Proprio durante gli ultimi giorni di vacanza ha iniziato a sentirsi male. La madre racconta di come all’inizio sembrava essersi preso un’influenza che lo debilitava. Poi all’improvviso la febbre si è alzata fino a quasi 40 gradi ed è aumentato il senso di spossatezza, tanto che non riusciva più ad alzarsi dal letto.

L’otto gennaio la situazione è precipitata: la donna, vedendo che il figlio “aveva gli occhi girati” ed i movimenti delle braccia scoordinati, ha pensato bene di chiamare un’ambulanza: la diagnosi del personale intervenuto non è stata immediata, ma dopo aver visto due piccole macchie sulle palpebre hanno compreso che si trattava di meningite.

La lunga strada verso la guarigione

In questi giorni i famigliari, per i quali è scattata la profilassi, sono sempre accanto al loro congiunto. Si domandano preoccupati come possa aver contratto la malattia, se è possibile che possa essere successo a bordo dell’autobus.

Pur essendo stato trasferito dalla terapia intensiva, la strada verso la guarigione per lui sembra ancora lunga: continua il deficit neurologico, con il giovane che non ha la sensibilità nelle gambe, è ancora in uno stato di semi-incoscienza, riesce ad aprire solo un occhio e non è pienamente reattivo.

I medici hanno assicurato ai genitori che, anche se la terapia a base di antibiotici e con sedute di riabilitazione sarà lunga, alla fine il 32enne potrà rimettersi in sesto. Tuttavia l’evolversi della situazione va seguito ancora con la massima attenzione.

Come detto, pochi giorni fa – sempre a Roma – è morto il 15enne Federico, studente dell’Istituto alberghiero Amerigo Vespucci, ucciso dal meningococco di tipo C. I genitori del ragazzo, vaccinato da piccolo e non più durante l’adolescenza, a differenza di quanto consigliato, hanno deciso di lanciare un appello sull’importanza della vaccinazione. Comunque dalla Regione Lazio assicurano che la situazione è sotto controllo e non c’è nessun allarme meningite.