Oggi, venerdì 25 gennaio, il mondo conoscerà le sorti del piccolo Julen Rosellò, il bimbo di 2 anni e mezzo caduto - ormai 12 giorni fa - in un pozzo nei pressi di Totalán (centro rurale alle porte di Malaga). Secondo gli aggiornamenti del quotidiano El Pais (che sta seguendo la drammatica vicenda dal primo giorno) i soccorritori sarebbero vicinissimi al recupero. Mancherebbero, infatti, solo poco più di due metri di terreno da scavare.

Il giorno della verità

I minatori, nelle prossime ore, porteranno a termine la fase finale e oggi si conosceranno le condizioni del piccolo Julen.

Gli esperti, in proposito, sono pessimisti: il bimbo non ha mai dato segni di vita e tutti, anche se si spera in un miracolo, sono pronti al peggio.

Nei giorni scorsi, sebbene in pesante ritardo, sono terminati i lavori di perforazione e da mercoledì sera un team di 8 minatori è al lavoro per scavare, con i picconi, un tunnel orizzontale in grado di collegare il pozzo parallelo a quello in cui si trova Julen. Secondo l’ultimo rapporto rilasciato alla stampa dal coordinatore dei lavori, l'ingegnere Ángel García Vidal, mancherebbero circa 2 metri e mezzo di terreno da perforare. Questa fase finale, ha infine ricordato, è la più delicata e pericolosa.

All'alba di questa mattina, alcuni membri della Brigada de Salvamento minero de Hunosa (Brigata di soccorso minerario) hanno eseguito due operazioni di micro sabbiatura (rese necessarie dalle condizioni del terreno):

Tante difficoltà nei soccorsi

Il piccolo Julen, domenica 13 gennaio, è caduto in un pozzo di prospezione profondo quasi 110 metri.

Al momento del drammatico incidente, i genitori del bimbo, José Roselló e Victoria Garcia, erano poco distanti intenti ad organizzare un barbecue con amici e parenti. Nessuno, ad eccezione del padre, ha visto il piccolo cadere. Immediatamente, la macchina dei soccorsi si è messa in moto, ma le squadre di recupero hanno dovuto fare i conti con numerose difficoltà (dalle dimensioni decisamente ridotte della circonferenza, solo 25 cm, alla particolare conformazione del terreno).

Dopo la caduta, una sonda è stata immessa nel pozzo, ma per via di una frana, si è bloccata a 78 metri di profondità e, per questo, nessuno conosce le reali condizioni del bimbo.

Nei giorni scorsi, a causa di un errore di calcolo, il salvataggio aveva subito ulteriori pesanti ritardi; come ha spiegato Rodríguez Gómez de Celis, portavoce del governo, infatti, si era dovuto provvedere a rimuovere e a sostituire tutti i tubi metallici che erano stati installati.