A Modena una donna si è gettata dal decimo piano di un palazzo, stringendo a sé il nipote di cinque anni. Il piccolo era stato affidato quel pomeriggio alla nonna, eppure ciò non spiega perché il bambino si sia ritrovato a casa della zia.

L'allarme è partito dai vicini della donna che hanno visto il corpo per terra, insieme a quello del nipote. Chi la conosceva la descrive come una persona normale, ma schiva. La madre del piccolo punta il dito verso la cognata, affermando di avere temuto più volte una tragedia del genere.

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La cronaca

Il fatto accade a Modena e sembrerebbe un omicidio-suicidio. Secondo le indiscrezioni, la donna si sarebbe volontariamente gettata dal decimo piano con la consapevolezza di uccidere anche il figlio del fratello. Sul movente e le dinamiche nel dettaglio stanno lavorando gli inquirenti.

La donna si chiamava Silvia Pellacani, aveva 47 anni ed era un ingegnere informatico. I vicini la descrivono come una persona all'apparenza affermata, tranquilla, soltanto un po' schiva. C'è chi dice che voleva vendere il suo appartamento per poter stare più vicino al fratello.

Lavorava in casa e non sembrerebbe, per ora, che fosse sotto cura psichiatrica o che avesse problemi di depressione.

Sono da poco passate le 19:00 del 17 marzo, quando un vicino di casa della 47enne avvista i corpi a terra. L'uomo contatta immediatamente le forze dell'ordine insieme ai sanitari del 118. Tuttavia, all'arrivo dell'ambulanza non c'era più nulla da fare, se non dichiarare il decesso delle due vittime.

Le indagini

I carabinieri stanno vagliando ogni ipotesi sul possibile movente che spieghi il gesto della donna.

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All'apparenza sembra si tratti di un omicidio-suicidio, confermato anche dal fatto che l'appartamento da cui la zia si è lanciata con il nipote risultava chiuso dall'interno con la chiave.

Dunque è plausibile che si tratti di un vero e proprio gesto volontario, piuttosto che di un tragico incidente domestico. All'interno dell'abitazione non sono stati ritrovati biglietti o lettere d'addio che possano spiegare le ragioni della donna.

A confermare la tesi del gesto volontario sono le testimonianze dei parenti stretti delle vittime.

In particolare, è stata la mamma del piccolo di cinque anni a dichiarare che quella era una tragedia annunciata. La donna ha affermato che si sarebbe aspettata un gesto del genere da parte della cognata, in quanto a suo dire soffriva di qualche disturbo. Tuttavia ciò non è ancora stato ufficialmente confermato.

Le indagini per il momento procedono, anche se probabilmente si concluderanno a breve "per morte del reo". Forse nessuno saprà mai davvero spiegare a una madre il motivo per cui il suo piccolo non c'è più.

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