Una vicenda tanto grave quanto incresciosa quella che si è verificata negli Stati Uniti d'America circa tre anni fa e che oggi potrebbe arrivare finalmente ad un epilogo finale. Cassie Hope Barker, una poliziotta di 29 anni, ha deciso di appartarsi con il suo superiore per avere un rapporto intimo lasciando la sua bambina di appena tre anni all'interno dell'automobile di servizio, parcheggiata sotto al sole, di fronte all'abitazione dell'uomo. Secondo quanto riferisce tra gli altri il sito Fanpage.it, purtroppo, dopo aver fatto i propri comodi, al momento del ritorno alla macchina, circa quattro ore dopo, si è accorta che la bambina non respirava più.

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Per la piccola non c'era più nulla da fare dopo che la vettura era diventata praticamente un involucro bollente che chiaramente non le ha lasciato scampo. L'omicidio colposo si è verificato nell'ormai lontano 2016, ma soltanto pochi giorni fa la donna ha trovato il coraggio di confessare.

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Non ha esitato a lasciare la sua figlioletta di appena tre anni, dunque, pur di avere un rapporto intimo col suo superiore, senza pensare a quelle che sarebbero potute essere le conseguenze.

A rendere ancor più assurdo l'episodio c'è il fatto che, a compiere questo gesto, sia stata proprio una agente di polizia, quella che normalmente dovrebbe avere una capacità maggiore di comprendere gli eventuali pericoli. Come già detto, Cassie Hope Barker ha deciso di ammettere quanto accaduto, di aver lasciato la sua bimba in macchina e di averla trovata cadavere ancora legata al suo seggiolino, dove era stata messa circa quattro ore prima.

Rischia fino a 20 anni di carcere

Secondo quanto si è appreso durante l'udienza effettuata dal tribunale della Contea di Harrison, nel momento in cui la donna ha fatto ritorno alla macchina, la bambina era già esanime e di conseguenza neanche i soccorsi giunti sul posto hanno potuto fare qualcosa per salvarla.

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In più, circa un mese prima della tragedia, pare che un passante avesse allertato la polizia dopo aver trovato la stessa bambina ancora in macchina mentre la ventinovenne era entrata in un negozio. Contro di lei, però, in quel caso non erano state mosse accuse formali. Probabilmente sarebbe stato utile farlo visto come sono andate dopo le cose. Adesso comunque la donna è stata licenziata assieme al suo superiore e rischia fino a 20 anni di reclusione.