Una vicenda dai contorni ancora poco chiari che sorprende per l’età dei protagonisti: mercoledì scorso una bambina di soli nove anni è finita all’ospedale di Villafranca, in provincia di Verona, con lesioni all’addome, dopo essere stata violentemente picchiata da un compagno di classe, suo coetaneo. A quando pare la piccola era stata presa di mira dallo stesso bimbo da tre anni. Sull’episodio la Procura ha aperto un’inchiesta, partendo dal referto medico, stilato dopo che la vittima ha passato 18 ore al pronto soccorso per accertamenti. E un’indagine interna è stata avviata anche nella scuola in cui è avvenuta l’aggressione, sulla quale anche il Ministero dell’Istruzione vuol fare luce, individuando eventuali responsabilità.

La versione della bimba aggredita

Poco è trapelato sull’episodio. Ha parlato la madre della bambina picchiata che frequenta la terza elementare. A quanto pare la donna si sarebbe rivolta già in passato agli insegnanti, chiedendo loro di intervenire, visto che non era la prima volta che la figlia veniva attaccata da quel bimbo. La piccola ha raccontato alla mamma di essere stata colpita mentre si stava lavando le mani: sarebbe stata spinta con violenza da dietro verso il lavandino, urtando la pancia. Poi sarebbe stata picchiata, anche sulla testa, che è stata sbattuta contro un armadio; infine avrebbe ricevuto anche un calcio tra le gambe.

Il ricovero al pronto soccorso con forti dolori

Inizialmente una maestra avrebbe telefonato alla donna per avvisarla che la figlia stava molto male, ma poi l’avrebbe richiamata sostenendo che tutto era stato risolto e che non era più necessario che raggiungesse la scuola.

Tuttavia la mamma si è accorta che la bimba non si era del tutto ripresa: dopo aver notato tracce di sangue nelle urine ha deciso di portarla immediatamente al pronto soccorso. I referti medici testimoniano i dolori alle costole, all’addome e a livello genitale che la piccola sentiva al momento del ricovero. Ora per fortuna sta bene: è rimasta a casa, dove ha ricevuto anche la visita del sindaco del suo paese.

Ci sono ancora molti punti da chiarire

Sono ancora tanti i punti da chiarire sulla vicenda: innanzitutto se si sia trattato di un episodio di bullismo o di una situazione dovuta alla tendenza all’iperattività del ragazzino coinvolto. La madre della piccola vittima non ha dubbi: per la donna, i problemi con quel bambino erano stati segnalati già dalla prima elementare, ma le insegnanti avevano minimizzato la questione.

In realtà, a suo dire, già nei giorni precedenti ci sarebbero state offese e violenze crescenti nei confronti della figlia. In effetti la dirigente scolastica ha voluto gettare acqua sul fuoco sull'accaduto, parlando di “discorsi un po’ eccessivi” e sottolineando come “episodi legati alla vivacità degli scolari si verificano quotidianamente”. Ma anche il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti vuole vederci chiaro, per chiarire se ci siano eventuali responsabilità, perché “la scuola non deve ammettere nessuna forma di bullismo”.