Quella che arriva da Biancavilla, cittadina dell'hinterland metropolitano di Catania, è l'ennesima storia di violenze ai danni di una donna. Secondo quanto riporta la stampa locale e nazionale, un uomo di 25 anni avrebbe ripetutamente picchiato la consorte, che ha 26 anni. Quest'ultima per paura che il marito continuasse ad usare ancora violenza su di lei ha deciso di chiudersi in un armadio. La scoperta è stata fatta dai carabinieri della locale stazione in maniera quasi fortuita. Infatti, ieri pomeriggio hanno fermato l'uomo in auto durante un controllo stradale: lo stesso si trovava con suo figlio.
I militari hanno notato subito qualcosa che non andava, in quanto l'uomo si mostrava molto nervoso. Quello che ha fatto allarmare i militari è stato un livido che il bimbo aveva in testa: fortunatamente, si è appurato, non si trattava dell'ennesima violenza ai danni di un minore, il piccolo era infatti caduto alcuni giorni prima dalla sua bicicletta. Ma una vittima in questa storia c'era, ed era proprio la madre. L'atteggiamento dell'uomo ha fatto scattare quindi un controllo in casa.
Donna chiusa nell'armadio
Non appena sono arrivati i carabinieri hanno perquisito l'abitazione. Quando sono giunti in camere da letto hanno rovistato dappertutto, anche nell'armadio, e qui c'è stata la sorpresa: nel mobile c'era una donna nascosta, la moglie dell'uomo.
I carabinieri hanno subito voluto vederci chiaro, anche perché la signora mostrava dei lividi su alcune parti del corpo, segno evidente che era stata vittima di percosse. La donna non ha esitato a raccontare l'incubo nella quale era finita, ormai da diverso tempo. Ai militari ha detto di essere stata picchiata, e che si era nascosta lì dentro proprio per paura di essere colpita nuovamente al suo ritorno. Accertati i fatti gli agenti hanno tratto in arresto il soggetto, l'accusa nei suoi confronti è gravissima: maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.
Arresti domiciliari
Per l'aguzzino non è finita affatto bene. In un primo momento è stato condotto presso la casa circondariale del comune capoluogo e messo in camera di sicurezza.
Nelle scorse però si è tenuto il giudizio con rito abbreviato, e dopo di ciò per lui sono scattati gli arresti in regime di domiciliari, sempre per gli stessi reati. Ovviamente è stato portato in un'abitazione diversa da quella del nucleo familiare. Per la madre e il bimbo l'incubo dovrebbe essere finito per sempre. Purtroppo non è il primo caso del genere che succede nel nostro Paese, ogni anno moltissime donne denunciano, ormai sempre più spesso, di essere vittime dei loro uomini violenti. L'invito delle autorità è sempre quello di denunciare le violenze che si consumano tra le mura domestiche.