La Corte Europea dei Diritti dell’uomo ha giudicato inammissibile il ricorso presentato dai legali di Massimo Bossetti, condannato in via definitiva all'ergastolo per l'omicidio della piccola Yara Gambirasio, scomparsa da Brembate Sopra, dove viveva, nel novembre 2010 e ritrovata, senza vita, 3 mesi più tardi. La notizia è stata diffusa ieri sera dalla trasmissione Quarto Grado, in onda sulle reti Mediaset.

La decisione della Corte Europea dei diritti dell'uomo

Nei giorni scorsi, la Corte Europea dei diritti dell'uomo - organo giurisdizionale internazionale con sede a Strasburgo - ha deciso di rigettare (ritenendolo ammissibile) il ricorso presentato dalla difesa di Massimo Giuseppe Bossetti contro la sentenza di condanna all'ergastolo. La decisione è stata resa nota durante la messa in onda su Rete 4 della trasmissione condotta da Gianluigi Nuzzi

Finiscono così i quattro gradi di giudizio per il caso di Yara Gambirasio, una delle vicende di Cronaca Nera più discusse degli ultimi anni.

La ragazzina, 13enne all'epoca, scomparve nel tardo pomeriggio di venerdì 26 novembre 2010, mentre rientrava dal centro sportivo di Brembate di Sopra (distante circa 700 metri dalla sua abitazione). Il suo corpo venne ritrovato, casualmente il 26 febbraio 2011, in un campo di Chignolo d'Isola e tre anni più tardi, il 16 giugno 2014, dopo lunghe e complesse indagini, venne arrestato il carpentiere di Mapello, sposato e padre di tre piccoli.

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Cronaca Nera

Il processo a Massimo Bossetti - che si è sempre dichiarato innocente - si è aperto a Bergamo il 27 aprile 2015. Il 12 ottobre 2018, infine, dopo tre gradi di giudizio, è stato condannato all'ergastolo.

Il commento dell'avvocato di Bossetti

Claudio Salvagni, avvocato "storico" di Massimo Bossetti, dallo studio di Quarto Grado ha commentato la decisione della Corte Europea dei Diritti dell'uomo dichiarando che una sentenza positiva da Strasburgo sarebbe stata, per i legali (che da sempre hanno denunciato, nel processo, una violazione giuridica - la soddisfazione più grande.

Salvagni ha poi annunciato che a prescindere dal rigetto del ricorso, la strada maestra che intende percorrere con il suo assistito (che sta scontando la sua pena nel carcere di Bollate) è sempre quella della revisione: "Il legislatore - ha precisato - ha ben compreso che anche i giudici, in quanto uomini, possono sbagliare. In Italia ci son tanti casi revisionati, persone che si sono fatte anche venti anni di carcere prima di essere riconosciute innocenti".

L'avvocato, che vorrebbe poter vedere ed analizzare alcuni reperti, ha poi assicurato di essere in possesso di ulteriori elementi a sostegno dell'innocenza e dell'estraneità di Bossetti all'omicidio di Yara Gambirasio.

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