Una ragazza di 18 anni è stata trovata impiccata al parco giochi, dopo una notte di ricerche. Alle 6.30 di ieri mattina, 12 settembre, il custode del parco ha chiamato la Polizia per informare gli agenti della tragica scoperta. La vittima aveva le mani legate, ma per gli inquirenti l'ipotesi più accreditata è quella di suicidio.

Tragedia a Roma: ragazza morta nel parco di Portonaccio

I genitori di Giorgia, ne avevano denunciato la scomparsa la sera precedente, dopo che la ragazza non era tornata a casa.

Dal vicino Commissariato di Sant'Ippolito erano partite le ricerche. Gli agenti hanno effettuato le ricerche per tutta la notte, fino all'amata scoperta: la 18enne era impiccata al palo della struttura di un gioco per bambini, nell'area giochi del parco di Portonaccio. Il corpo della ragazza è stato notato dal custode, Luigi Caratelli che, scosso per l'accaduto, ha subito informato le Forze dell'Ordine.

L'uomo ha raccontato di aver chiuso il parco la sera prima, intorno alle 19.30, come accade solitamente. Il parco sembrava essere deserto e l'unico modo per accedervi sarebbe il cancello che, probabilmente, Giorgia avrebbe scavalcato durante la notte.

La ragazza viveva nella zona del Tiburtino con i genitori, che sono immediatamente arrivati sul posto. Giorgia era impiccata ad una corda e aveva le mani legate con delle fascette in plastica.

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Cronaca Nera

Secondo i primi riscontri degli inquirenti, la diciottenne potrebbe aver stretto le fascette ai polsi usando i denti. Una squadra della Scientifica ha perlustrato la zona e, dopo aver effettuato i necessari rilievi, non hanno ritenuto opportuno porre l'area sotto sequestro.

Si indaga sulla morte della diciottenne al parco giochi

La Polizia indaga sulla vicenda, ma per adesso l'ipotesi più accreditata è quella del gesto volontario.

I genitori hanno raccontato agli inquirenti che ad aprile scorso la ragazza aveva già tentato di togliersi la vita e soffriva di depressione. Nel corso del sopralluogo effettuato in casa, gli agenti hanno rinvenuto delle lettere in cui Giorgia spiegava il gesto. Il particolare delle mani legate non screditerebbe l'ipotesi del gesto estremo: molti soggetti che scelgono l'impiccagione decidono di legarsi i polsi per assicurarsi che l'istinto di sopravvivenza non prevalga e li ostacoli dal compiere il gesto.

Bloccando le mani, hanno la certezza di impedire qualsiasi tentativo di liberazione.

La salma della ragazza è a disposizione delle indagini: sarà effettuata un'autopsia per ricostruire le ultime ore di vita della giovane. Resta anche da stabilire come abbia fatto Giorgia ad entrare nel parco chiuso e se lo abbia fatto da sola.

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