Ravenna risulterebbe essere tristemente teatro di un ulteriore femminicidio. Dopo i terribili fatti compiuti dal dermatologo Matteo Cagnoni (che nel settembre del 2016 aveva brutalmente ucciso la moglie Giulia Ballestri), nella notte tra il 18 ed il 19 dicembre scorso, un uomo, Riccardo Ponti avrebbe strangolato la consorte Elisa Bravi. A questo sarebbero giunte le indagini della Procura che ha serrato Ponti in un interrogatorio durato per 4 ore.

La ricostruzione dei fatti

Aveva 31 anni, Elisa Bravi, era mamma di due bambine, una di sei anni, l'altra di tre.

Lavorava alla Consar (Consorzio di autotrasportatori di Ravenna) come impiegata ed era sposata con Riccardo Ponti, di 39 anni. Vivevano in quella villetta di Glorie di Bagnocavallo, nel ravennate, da un anno circa, ma erano una coppia in crisi (risulterebbe, infatti, dai primi accertamenti che erano seguiti da un consulente). Ponti sognava di entrare nei Vigili del Fuoco e stava frequentando un corso.

Quella maledetta notte del 18 dicembre scorso, non riusciva a dormire. Il suo continuo movimento tra la stanza, il corridoio e la cucina avrebbe irritato Elisa: dalle sue rimostranze sarebbe nato un violento litigio, l'uomo avrebbe sbattuto contro uno sgabello, si sarebbe ferito, poi sarebbe volato al collo della donna ancora nel letto e l'avrebbe afferrato con forza, senza lasciare la presa.

Solo di fronte al corpo esamine della moglie, compresa l'entità della tragedia, avrebbe provato a rianimarla, ma senza riuscirci. Avrebbe, allora, chiamato i genitori e i Carabinieri. Sul luogo si sono recati il Procuratore Alessandro Mancini ed il colonnello dei Carabinieri Roberto De Cinti.

Le accuse a carico di Ponti

Sarebbe scattato immediatamente il fermo per Ponti, che è stato condotto in caserma e interrogato dal pm Lucrezia Ciriello. Al suo fianco era presente l'avvocato difensore, Francesco Manetti. Avrebbe confessato, disperato per l'orribile gesto: avrebbe dichiarato di aver chiamato i soccorsi e le forze dell'ordine quando avrebbe realizzato che la situazione era ormai disperata.

La Procura avrebbe convalidato l'arresto con l'accusa di omicidio volontario aggravato e ha disposto l'autopsia sulla salma di Elisa.

I Carabinieri di Lugo si stanno incaricando dei rilevamenti all'interno della villetta che è stata posta sotto sequestro. Le figlie della coppia sono, al momento, sotto la tutela dei nonni e dei servizi sociali.

Il Comune di Ravenna si è stretto intorno ai familiari della vittima, esprimendo vicinanza soprattutto alle bimbe; le autorità hanno poi sottolineato quanto importante sia mantenere alta la soglia di attenzione sulla violenza contro le donne, invitando 'tutte coloro che ne sono vittime a rivolgersi ai centri antiviolenza'.