In Italia è quasi psicosi coronavirus. Tutto è incominciato ieri sera, quando il Presidente del Consiglio Conte ha diramato la notizia della conferma dell'arrivo a Roma dei primi due casi del virus cinese, noto a tutti con il nome coronavirus. La paura di essere colpiti dal virus in queste ore dilaga: se c’è chi vive in serenità e spensieratezza la vicenda, c'è anche chi invece decide di prendere decisioni drastiche e spesso immotivate, ad esempio non frequentare più negozi e ristoranti cinesi. C'è chi anche chi decide di girare nei luoghi di maggior influenza (aeroporti, stazioni e musei) con indosso la mascherina antivirus.

In queste ore, proprio per diminuire l’allarmismo che si è creato, a seguito della diffusione del virus in Europa, sui social sono state diffuse delle linee guida su come vivere "senza ansia". Ciò nonostante, l'ansia di essere colpiti dal virus si sta propagando anche in numerose scuole italiane: diversi istituti, per fronteggiare questo problema, hanno preso le decisioni più disparate. Un vero e proprio caso mediatico è diventato in queste ore il caso della decisione del Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, il cui direttore ha deciso di sospendere le lezioni a tutti gli studenti orientali.

Gli studenti verranno sottoposti ad una visita medica

Attraverso una mail, il cui oggetto è "epidemia cinese", il direttore del Conservatorio di Santa Cecilia di Roma ha avvisato tutti gli studenti orientali (cinesi, coreani,giapponesi e di qualsiasi altro luogo dell'Asia) di sospendere la frequentazione delle lezioni. Nella mail, che è stata inviata a tutti gli studenti e i docenti, si legge che è stata fissata per mercoledì 5 febbraio una visita medica (con appunto il medico del Conservatorio) durante la quale dovranno essere visitati tutti gli studenti della scuola.

Solo quelli che passeranno la visita potranno essere riammessi alla frequenza. Nel frattempo, l’allontanamento forzato sarà considerata assenza per malattia.

La decisione presa ha causato numerose polemiche

A seguito di questa decisione non sono mancate le polemiche sui vari social network. La gran parte dei docenti ha ritenuto essere esagerata la decisione presa dal direttore Roberto Giuliani. Molti professori sono rimasti senza parole: "Così lediamo il diritto degli studenti a frequentare i nostri corsi.

Mi sembra una comunicazione folle, che discrimina, diffonde paura, un'assurdità" ha infatti commentato un professore della scuola. Anche gli studenti non hanno reagito bene alla decisione presa. Per questo motivo Roberto Giuliani ha voluto specificare di aver preso questa decisione così drastica per tutelare tutti gli studenti ed i docenti della scuola, precisando inoltre di aver preso questo provvedimento della "quarantena preventiva" non in autonomia, ma in accordo con l'Ambasciata cinese. A prendere qualche giorno prima una decisione simile a questa è stato il direttore del Conservatorio di Como, il quale, sulla bacheca della scuola, ha pubblicato un avviso nel quale ha invitato gli studenti provenienti dalla Cina a non presentarsi a scuola per almeno 14 giorni, dopo il rientro da un eventuale viaggio in oriente.

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