All'alba di domenica 19 gennaio una scossa tellurica di magnitudo 3.1 sulla scala Richter ha bruscamente risvegliato il Piemonte. L'Ingv, acronimo di Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, ha individuato l'epicentro tra Neive (in provincia di Cuneo) e Coazzolo (nell'astigiano), con ipocentro ad una dozzina di chilometri di profondità. Non si registrano danni a persone o cose.

Terremoto: la prima scossa nel cuneese e nell'astigiano

La terra ha tremato per la prima volta alle 6:22 del mattino di domenica 19 gennaio 2020. Coinvolte le Langhe, patrimonio dell'Unesco, risvegliando Alba e Roero, la zona del Piemonte meridionale e la provincia di Cuneo.

Dai social, gli abitanti dei luoghi, hanno dichiarato di aver udito un forte rumore prima del terremoto e di aver percepito chiaramente i movimenti tellurici. Fortunatamente attualmente, a parte il grande spavento, non si registrano lesioni a persone o cose. Un evento sismico di questa portata è definito come "molto leggero" e descritto nel modo seguente: spesso avvertito, ma generalmente non causa danni.

Terremoto: la seconda scossa nell'alessandrino

Alle 8.59 una seconda scossa (di magnitudo 2.6) è stata avvertita nell'Alessandrino, a pochi chilometri da Novi Ligure . Né i Vigili del Fuoco, né i Carabinieri, né la Protezione Civile ha ricevuto segnalazioni da parte dei residenti. L'epicentro è stato individuato a Borghetto di Borbera, a 9 chilometri di profondità.

Il geologo Matteo Calorio ha specificato che si sta parlando di un terremoto di energia ridotta, collocato alla base delle Alpi, fortunatamente privo della capacità di produrre lesioni gravi a persone o cose, grazie anche alla conformazione territoriale collinare che ne ha attutito le onde d'urto.

Anche il governatore del Piemonte, Albero Cirio, è intervenuto dai social per rassicurare la popolazione circa la lieve entità del fenomeno geofisico e ribadire un continuo monitoraggio da parte della Regione.

Terremoto: il 17 gennaio ha colpito la Calabria

Nella notte tra il 16 ed il 17 gennaio scorso, alle 00:37, una forte scossa di magnitudo 4.0 ha interessato la Calabria, regione tra le più pericolose d'Italia per quanto riguarda gli eventi sismici. L'epicentro è stato individuato ad Albi, nella provincia di Catanzaro. La terra ha tremato fino alla costa ionica, provocando tanto spavento alla popolazione che ha prontamente allertato i centralini di tutte le forze dell'ordine, dai Vigili del Fuoco, ai Carabinieri, dalla Polizia alla Protezione Civile.

Dopo alcune verifiche, gli accertamenti hanno escluso danni a persone e cose, ma molte scuole l'indomani sono rimaste chiuse in via preventiva.

A distanza di poche ore, anche in Sicilia, sono state registrate due lievissime scosse di magnitudo 2.7 e 2.3: una in provincia di Enna ed una nel messinese.