Furibondo contro i virologi, anzi con uno di loro, Fabrizio Pregliasco: l'ha insultato in diretta, e non era la prima volta, per poi scusarsi. Vittorio Sgarbi, ospite ieri sera a Non è l'Arena, programma in prima serata condotto da Massimo Giletti su La7, ha avuto un duro scontro verbale con l'esperto dell'università degli Studi di Milano.

II critico d'arte, già al centro di diverse polemiche per aver minimizzato il pericolo dell'epidemia da Coronavirus e criticato le misure di contenimento dell'infezione adottate dal governo Conte, ha attaccato Pregliasco utilizzando come argomento il farmaco Avigan.

Fino a ieri sconosciuto all'opinione pubblica, l'Avigan è diventato noto a tutti dopo che è circolato un video sui social diventato virale. L'ha diffuso Cristiano Aresu, giovane farmacista italiano a Tokyo, che ha sollevato il caso riferendo che i giapponesi non avrebbero più paura del Covid-19 da quando stanno utilizzando il farmaco antivirale che ora il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, vorrebbe sperimentare. Ma per farlo ci vuole l'autorizzazione dell'Agenzia italiana del farmaco.

Sgarbi, condotta 'negazionista'

Giletti aveva programmato un modo 'soft' per introdurre un ospite sempre irruente, Vittorio Sgarbi. Ieri sera era collegato da casa e Giletti, per prima cosa, l'ha invitato a spiegare in qualità di critico d'arte, un famoso quadro del pittore fiammmingo Bruegel il Vecchio, 'Il trionfo della morte' che rappresenta una popolazione decimata dalla peste. Sgarbi è subito insorto: ha detto di non volerlo fare per non assecondare una comunicazione sempre negativa e senza speranza, preferendo, al limite, dovendo parlare di arte, illustrare la Primavera o la Nascita di Venere di Botticelli.

Ad ogni modo, il parlamentare ha subito spostato il discorso sull'emergenza sanitaria.

Inizialmente sembrava volersi scusare per la condotta 'negazionista' delle scorse settimane. In un video registrato il 9 marzo e mandato in onda ieri, infatti, Sgarbi aveva sostenuto che a Codogno e dintorni non ci sarebbe stato nessun pericolo. Aveva invitato le persone ad uscire di casa e a non credere ai ministri, a suo dire affetti da 'capra-virus', sostenendo che, tempo 15 giorni, sarebbe finito tutto.

Il criticato aveva anche insultato con parole improponibili i virologi Burioni e Pregliasco. I fatti, purtroppo, gli hanno dato torto. "Io non ho alcun titolo a parlare di Coronavirus, per cui qualunque cosa io abbia detto, l'ho detta affidandomi alle parole di medici", ha dichiarato a mo' di giustificazione Sgarbi, citando altri virologi quali Bassetti, Gismondo o Galli dell'ospedale Sacco di Milano che, a suo dire, fino al 27 febbraio avrebbero sminuito il problema.

Sgarbi, attacco a Pregliasco

Invece di scusarsi, però, Sgarbi è passato all'attacco di Pregliasco, anche lui collegato con lo studio di Non è l'Arena, accusandolo di non stare sperimentando il farmaco Avigan che in Giappone starebbe funzionando con effetti miracolosi.

Anzi, l'ha tacciato di averlo nascosto e di averne taciuta l'esistenza per motivi oscuri. Con grande aplomb e compostezza, il virologo ha replicato che il farmaco in questione è conosciuto negli ambienti scientifici da anni ma che non ha un'efficacia certa invitando poi il sindaco di Sutri a non dire sciocchezze. Sgarbi, per tutta risposta, ha replicato: "Pregliasco ne sa meno di noi".

Le argomentazioni scientifiche dell'esperto sono state completamente ignorate dal critico d'arte fumantino che però ha continuato ad offenderlo. Finché, quando la misura è stata colma, il virologo gli ha detto: "Stanno morendo delle persone, e ne moriranno ancora proprio per le sue stupidissime considerazioni.

Lei è incredibile. Non devono farla parlare, lei è un irresponsabile".

Sgarbi costretto alle scuse

Ci sono voluti gli interventi dell'ex ministra Nunzia De Girolamo e del giornalista Luca Telese, presenti in studio, per riportare Sgarbi a più miti consigli. "Le parole in questo momento hanno un peso gigante, basta dire ho sbagliato, ho sottovalutato il problema", ha suggerito la De Girolamo a Sgarbi, che ancora colpevolizzava gli scienziati per non aver avuto alcuna capacità previsionale circa la portata dell'epidemia. Giletti l'ha invitato alla moderazione e a non insultare, pur constatando che in ambito scientifico è stato fatto qualche errore di comunicazione.

"Non ho capito perché devo essere processato io quando il mondo della scienza ha detto le stesse cose", ha protestato ancora Sgarbi per poi aggiungere: "Ho sbagliato, ma spero che la medicina possa curare quelli che soffrono". Pregliasco ha riferito che gli scienziati sono concordi nel ritenere che il Covid-19 generi una malattia a basso rischio specifico, ma è la velocità del contagio a preoccupare. Telese ha contestato a Sgarbi la cultura del sospetto verso gli scienziati italiani, non ammissibile.

Finalmente, Sgarbi ha aggiustato il tiro dicendo che l'Avigan è venuto fuori quasi per caso, nessuno ne ha parlato agli italiani, il ministro degli Esteri o l'Istituto Superiore di Sanità, secondo il suo pensiero, avrebbero dovuto dialogare con il Giappone.

Per poi concludere: "Se ho offeso qualcuno me ne scuso". L'Avigan è un antivirale autorizzato in Giappone dal marzo 2014, ma non in Europa né negli Usa. L'Agenzia italiana del farmaco ha precisato in un comunicato che per il momento non ci sono prove della sua efficacia e che nei prossimi giorni si riunirà per decidere se autorizzare o meno la sua sperimentazione anche in Italia.

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