Minneapolis, Minnesota: non si fermano le proteste per la morte di George Floyd, il 46enne afroamericano morto lunedì scorso, soffocato da un poliziotto. Il video dell'uccisione di Floyd ha fatto il giro della rete ricevendo moltissime condivisioni e suscitando sentimenti di impotenza, rabbia e soprattutto voglia di giustizia. Da tre giorni Minneapolis è infatti protagonista di disordini e proteste da parte di manifestanti che questa notte hanno addirittura dato fuoco a un commissariato.

Minneapolis, commissariato dato alle fiamme

Secondo quanto riferito dalla Cnn, il tutto è accaduto attorno alle 22 ora locale.

Per prevenire ciò che poi è effettivamente successo, gli agenti avevano eretto una recinzione attorno alla stazione di polizia ma questo non è bastato a fermare l'ira dei manifestanti che l'hanno prontamente abbattuta. Alcuni di loro sono addirittura riusciti ad introdursi all'interno della struttura dando fuoco agli uffici.

A causa dell'incendio, gli agenti sono stati costretti a evacuare l'edificio per salvaguardare la loro sicurezza. Il commissariato preso di mira dai manifestanti sembra proprio essere quello dove lavoravano i quattro agenti responsabili della morte di George Floyd. L'assalto alla stazione di polizia è stato immortalato da un video che nelle ultime ore è stato messo sul web e che ritrae Minneapolis come un campo di battaglia.

La protesta si allarga

Le proteste in nome di George Floyd non si fermano e si stanno allargando in altre città, come ad esempio a New York e Denver. Proprio a Denver è scattato il lockdown dello State Capitol, in seguito ad alcuni colpi di arma da fuoco sparati durante una delle manifestazioni. A New York invece, sempre a causa dei moltissimi cortei di protesta, si contano almeno trenta arresti.

Attimi di tensione anche al City Hall, la sede del municipio, dove oggetti pericolosi come bottiglie di vetro sono stati scagliati contro i poliziotti. A Saint Paul invece più di 170 aziende sono state incendiate, danneggiate e saccheggiate.

Mobilitati 500 soldati della Guardia Nazionale

Per fronteggiare al meglio questo clima di disordine, che per il momento sembra non voler attenuarsi, la Guardia Nazionale ha comunicato di aver già mobilitato 500 soldati nelle zone che per ora sono prese maggiormente d'assalto, come Minneapolis, Saint Paul e le altre comunità limitrofe.

La Guardia Nazionale ha voluto sottolineare che la missione principale di questi soldati è quella di proteggere la vita ma anche quella di tutelare la proprietà e il diritto a manifestare in modo pacifico.

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