Nuova svolta nella protesta antirazzista che dall'America si sta allargando al resto del mondo con manifestazioni in piazza sotto lo stesso grido "Black Lives Matter". Ad essere prese di mira sono state le statue di personaggi storici, accusati dai manifestanti, di sfruttamento, schiavitù e colonizzazione.

Da George Floyd a Cristoforo Colombo, una protesta per una storia che ha discriminato

La morte di George Floyd, ucciso dalla polizia americana il 25 maggio scorso, è stata la goccia che sembra abbia fatto traboccare un vaso pieno di rabbia e rancore.

Continuano a scendere in piazza afroamericani e no per reclamare, oggi come ieri, diritti imprescindibili da parte della popolazione afroamericana e di tutte le minoranze che si sono sentite vittime di razzismo nel corso della storia.

"Questo continente è costruito sul sangue e le ossa dei nostri antenati - ha spiegato Vanessa Bolin, membro della Richmond Indigenous Society - ma anche con le lacrime, il sangue e le ossa degli africani".

La protesta iniziata come manifestazione pacifica, giorni fa ha cambiato volto con veri e propri atti vandalici che hanno avuto come vittime numerose statue di personaggi storici, dapprima acclamati come fondatori di civiltà e sviluppo e che ora invece vengono accusati di razzismo.

Sotto l'occhio del ciclone le statue di Cristoforo Colombo che da Minneapolis, a Boston, da San Francisco a Richmond e in tantissime altre città, sono state vandalizzate e abbattute.

Così com'era già successo nel 2019, la rabbia antirazzista si scaglia nuovamente verso il navigatore genovese che ha la colpa di aver permesso, con la scoperta dell'America, la colonizzazione da parte degli europei e di aver sterminato le popolazioni native.

L'Italia come Bristol: protesta per le statue razziste

La stessa sorte di Cristoforo Colombo, in Italia non ha risparmiato personaggi importanti come Indro Montanelli. Il movimento Sentinelli di Milano chiede la rimozione della statua, in quanto accusato di aver comprato e sposato una bambina eritrea di soli 12 anni.

A Torino invece il movimento Kollettivo Studenti Autogestiti si scaglia contro la statua di Vittorio Emanuele II, imbrattandola. A Bristol, in Gran Bretagna, colpita la statua di Edward Colston. Entrambi sono accusati di essere due colonialisti.

Comparsa sul web la lista degli obiettivi antirazzisti da "abbattere"

La protesta e la guerra contro le "statue del razzismo" sembra non finire qui.

Sul web infatti è comparsa la lista dei personaggi storici che vengono accusati di razzismo e pertanto le statue devono essere rimosse, per quello che ancora oggi rappresentano. Tra questi ci sarebbe anche quella dell'ammiraglio Nelson, di Cromwell e perfino di Churchill già oggetto di attacco.

Mentre, Louise Richardson della Oxford University, chiede di confrontarsi con la storia e non di nasconderla, la Politica si divide tra chi chiede una revisione completa delle statue e chi, in vista delle prossime elezioni, cavalca l'onda della protesta come campagna elettorale.

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