Undici migranti provenienti dalla Tunisia, tra cui tre donne e un barboncino al guinzaglio, sono sbarcati a Lampedusa nelle scorse ore. La guardia costiera li ha intercettati su un barchino al largo dell’isola e ha provveduto a trasferirli su un gommone per poi farli approdare a molo Madonnina. Il gruppo di migranti, in tenuta da spiaggia e munito di bagagli, sembrava a tutti gli effetti un gruppo di turisti.

I migranti sembravano dei vacanzieri

Gli undici migranti sbarcati a Lampedusa sembravano in tutto e per tutto dei vacanzieri: pantaloncini, occhiali da sole, sigaretta. Un modo forse per cercare di confondersi con i turisti.

Una delle tre donne portava un grosso cappello di paglia e aveva un cane al guinzaglio. Il gruppo aveva anche dei bagagli al seguito. Successivamente sono stati intercettati dalla guardia di finanza altri sette migranti. Si trovavano sugli scogli di Portu ‘Ntoni, in prossimità di Cala Croce. Si tratta di una zona frequentata assiduamente dai turisti. Il gruppo di migranti era riuscito a raggiungere la terraferma, erano tutti intenti a lasciare il barchino che li aveva portati fin lì quando sono stati avvistati dalle forze dell’ordine le quali hanno immediatamente dato l’allarme.

Una donna spiega: ‘L’italia mi piace, spero di trovare un lavoro e la libertà’

Una delle tre donne, quella col cane al seguito, occhiali da sole e munita di zainetto, è stata intervistata ai microfoni di News Mediaset: “Abbiamo provveduto a comprare una barca versando ciascuno una piccola somma di denaro e abbiamo guidato per arrivare fin qui”.

“Sono scappato da mio paese - ci tiene a precisare un uomo che la affianca, con canottiera pantaloncino e cappellino - un paese di m...a”. Poi la donna riprende a raccontare: “Ho vissuto quindici anni in Italia per poi tornare al mio paese d’origine. Adesso sono ritornata in Italia perché mi piace. Mi auguro di trovare lavoro ed essere libera.

La Tunisia è piena di schifo, piena di carceri”.

Lampedusa è prossima al collasso

Lampedusa versa in una situazione alquanto difficile. L’isola, punto di accoglienza principale dei migranti, è prossima al collasso. I cittadini, stanchi dei continui sbarchi, hanno anche tentato di bloccare il porto. Un gesto di ribellione nei confronti di una situazione ormai fuori controllo.

Questo sbarco, così come tanti altri, viene classificato “sbarco fantasma”. Il tutto viene portato a termine senza intercessione delle ONG ma è frutto di un’iniziativa individuale, un viaggio di fortuna effettuato da costa a costa. Il fenomeno è assai diffuso, basti pensare che solo nel periodo gennaio-settembre 2019 sono sbarcati in Italia circa 5.025 migranti di cui solo 472 sono arrivati a bordo delle navi di proprietà delle ONG.

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