Il primario dell'ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli, ha lanciato un messaggio di prevenzione agli italiani sul coronavirus, in un'intervista per il Corriere della Sera pubblicata oggi. "Vaccinarsi il prima possibile, in autunno, contro l'influenza e le infezioni da Pneumococco", queste le parole usate dal professore, il quale ha sottolineato che "con questo virus dobbiamo convivere".
Perché Galli sostiene che sia importante il vaccino per l'influenza
Secondo l'infettivologo Galli, ci sarebbe uno studio riportato dalla rivista Vaccine che ha evidenziato la correlazione tra l'infezione da coronavirus e alcuni vaccini, come quelli anti-Pneumococco (batterio che provoca la polmonite).
Sulla base di quanto riportato dal virologo, tale ricerca ha dimostrato che si ammalerebbero più di Sars-Cov-2 coloro che non sono vaccinati contro l'influenza e lo Pneumococco. Ma ha aggiunto: "È vero anche che chi si vaccina, in genere è più attento alla salute". In merito ai farmaci che sembrano ottenere dei risultati contro la polmonite, il professore ha menzionato il Remdesivir ed alcuni cortisonici, mentre tutto il resto (vaccini inclusi) sarebbe da verificare.
Gli asintomatici sono un 'serbatoio d'infezione' secondo il virologo
Massimo Galli ritiene che la situazione attuale non sia preoccupante quanto la prima ondata di coronavirus: ci sono pochi ricoverati, perché i mille casi segnalati in questi ultimi giorni dal bollettino del Ministero della Salute, difficilmente si aggravano e spesso sono asintomatici.
L'infettivologo ha però ricordato che, a questo proposito, c'è da considerare che gli asintomatici, per lo più sui trent'anni, rappresentano comunque un pericolo, in quanto potrebbero trasmettere il virus ai propri cari e a chi li circonda. "Ma non vanno demonizzati. Alla fine la riapertura delle discoteche ha significato per loro una sorta di liberi tutti", ha asserito Galli, aggiungendo che ora servirebbe una quarantena effettuata con criterio, "non con piglio burocratico".
Cosa si prospetta dopo il rientro degli italiani dalle vacanze
"Occorre davvero decidere che cosa si può riaprire e come, scuole comprese", ha sottolineato il virologo, che ha raccomandato gli italiani a prestare attenzione alle norme sull'igiene e sulla prevenzione e gli esponenti della politica ad assumere al più presto delle decisioni sul da farsi.
Lo stesso ha precisato che si rischia di eccedere sia con le chiusure, le quali metterebbero a rischio l'economia italiana, che con le riaperture, che rischierebbero di condurci al "passo del gambero", cioè di farci tornare indietro. "Comunque sono i politici, alla fine, a dover dare indicazioni", ha chiosato il professore.