Primo giorno di scuola decisamente movimentato per una ragazzina di 14 anni iscritta all'Istituto Professionale Di Stato Pietro Verri di Busto Arsizio (Varese). La studentessa si è presentata ubriaca, con un un’intossicazione etilica in corso. Accompagnata al vicino pronto soccorso, le sue condizioni fisiche non desterebbero preoccupazione. L'episodio di cronaca, purtroppo, conferma che, negli ultimi anni, si è verificato un aumento graduale del consumo di alcol da parte di adolescenti e pre-adolescenti.

La studentessa sarebbe arrivata in classe già ubriaca

Nella mattina di lunedì 14 settembre, dopo uno stop di oltre sei mesi imposto dall'emergenza sanitaria, in molte scuole italiane è tornata a suonare la campanella.

Il rientro in classe, quest'anno particolarmente difficile anche per le numerose, ma indispensabili norme volte al contenimento dei contagi da coronavirus, è stato particolarmente traumatico per una studentessa della provincia di Varese.

La giovane, secondo quanto riportato, si è presentata di fronte ai cancelli del Verri di Busto Arsizio, noto istituto alberghiero con sede in via Redipuglia, con in corso una sospetta intossicazione da alcol. La ragazzina si sarebbe sentita male poco prima delle 10, sotto gli occhi attoniti dei compagni. I giovani presenti hanno subito dato l'allarme e hanno provato a prestarle i primi soccorsi.

Le condizioni della studentessa non sarebbero grave

Davanti alla scuola, in pochi minuti, è arrivata un'ambulanza (partita in codice giallo), accompagnata da una volante dei carabinieri appartenenti al comando di Busto Arsizio.

Gli operatori sanitari, che l'hanno trovata sdraiata per terra priva di sensi, hanno subito capito cosa era accaduto e, dopo averle fatto riprendere conoscenza hanno deciso di accompagnarla, in codice verde, al vicino ospedale di Circolo di Busto Arsizio.

Le sue condizioni, da quanto si apprende, non desterebbero preoccupazione.

Tuttavia, quanto successo, potrebbe non essere una "bravata" o un gesto goliardico, ma nascondere un malessere profondo, sul quale è necessario intervenire il prima possibile.

Primo giorno di scuola non sempre sotto controllo

La prima campanella, in diverse scuole, non è stata caratterizzata solo da tanta emozione e da grandi speranze.

Sempre a Busto Arsizio, presso l'Istituto Comprensivo Nicolò Tommaseo, alcuni genitori hanno fatto polemica per la restrizione imposta dalla Regione Lombardia.che obbliga l'utilizzo della mascherina al banco anche per i più bimbi più piccoli che ancora non hanno compiuto il sesto anno

Come riportato da Fanpage, alla scuola elementare Trilussa di via Graf, a Milano, in mattinata, all'ingresso, si sarebbero creati diversi assembramenti e qualche mamma ha sottolineato il mancato rispetto della distanza interpersonale. "Se si continua così, tra una settimana, si chiude". "In questo modo, i bambini si ammalano - ha proseguito un altro genitore - non rischio la vita di mia figlia per mandarla a scuola".

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