Un colpo di arma da fuoco dritto al petto ha ucciso, il 16 settembre, nella zona di Monte Arrubbiu, Simone Cognoni. Allevatore 43enne originario di Monserrato ma da tempo residente a Soleminis, un piccolo paese nel Sud della Sardegna. Il suo assassino sarebbe un vicino di casa, anche lui allevatore 40enne, che si sarebbe subito dato alla fuga. I rapporti tra i due non erano dei migliori. Spesso e volentieri infatti i due discutevano a male parole, sempre per motivi di pascolo e sconfinamento. Fino a quando ieri – secondo quanto ricostruito dagli investigatori dei carabinieri – la discussione sarebbe degenerata.

Simone Cogoni è stato infatti colpito a brevissima distanza con un’arma da fuoco: non si sa ancora se si tratti di un fucile o una pistola. Questo lo stabiliranno gli accertamenti degli inquirenti. L’unica certezza è che Simone Cogoni non sarebbe morto sul colpo. Quando infatti i militari sono giunti sul luogo del delitto il 43enne allevatore era ancora vivo, rispondeva ai soccorritori. Ma nonostante il rapido intervento dei medici del 118, arrivati in poco tempo nella casa dell’omicidio, nulla è stato potuto fare. I soccorritori hanno cercato più volte di rianimare Simone Cogoni. Ma purtroppo le ferite riportate dallo sparo del proiettile, a brevissima distanza, sono state fatali. Il cuore dell’allevatore infatti si è spento definitivamente dopo circa un’ora, tra le braccia dei soccorritori.

Ora è caccia all’uomo.

Un delitto d’impeto

Ieri 16 settembre, quando da poco erano passate le 20 e 30, nelle campagne di Monte Arrubbiu, a pochi chilometri dal paese di Solemins, è andata in scena la tragedia. Secondo quanto ricostruito dai militari della Compagnia di Dolianova, intervenuti sul luogo del delitto insieme ai colleghi del Nucleo investigativo del comando provinciale dell’Arma di cagliari, l’omicidio sarebbe nato per futili motivi.

I due allevatori infatti erano vicini di casa. E spesso e volentieri litigavano perché i loro animali sconfinavano nei reciproci terreni. Ieri sera l’ennesima lite, che è costata la vita a Simone Cogoni. Sul luogo del delitto, insieme ai carabinieri e ai soccorritori del 118, è arrivato anche Alessandro Pili, il sostituto procuratore della Repubblica di Cagliari a cui è stato affidato il caso.

Il magistrato ha immediatamente contattato il medico legale, Roberto Demontis, che ha effettuato una prima perizia sul luogo del delitto. Lo specialista ha appurato che l’uomo sarebbe morto dopo essere stato colpito, a brevissima distanza, da un’arma da fuoco. Ma soltanto oggi si potranno avere più certezze. Dopo la perizia necroscopica che sarà effettuata da Roberto Demontis, all’interno dell’istituto di medicina legale del Policlinico di Monserrato.

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