Per la Guardia di Finanza, percepivano tutti il reddito di cittadinanza senza averne diritto, i familiari dei quattro arrestati per omicidio volontario dopo il pestaggio che ha ucciso Willy Monteiro Duarte avvenuto a Colleferro la notte del 5 settembre scorso.

L'indagine sulla morte del giovane italo-capoverdiano ora si sdoppia: un filone è dedicato ad accertare le responsabilità nell'omicidio. Un altro, è dedicato all'accertamento patrimoniale nei confronti dei fratelli Bianchi che esibivano un tenore di vita difficilmente compatibile con la condizione di due poco più che ventenni pressoché senza reddito, degli altri arrestati Mario Pincarelli e Francesco Belleggia, l'unico messo a domiciliari, e dei genitori dei quattro che ricevevano il sussidio economico a carico dello Stato.

Reddito di cittadinanza, la denuncia delle Fiamme Gialle alla Procura

La Guardia di Finanza di Colleferro è pronta a chiedere ai pm il sequestro di beni e conti correnti per circa 29 mila euro. Al termine degli accertamenti sui nuclei familiari di Marco e Gabriele Bianchi, Mario Pincarelli e Francesco Belleggia, le Fiamme Gialle hanno denunciato per frode alla Procura di Velletri quattro persone, due delle quali in concorso, e le hanno segnalate all’Inps per recuperare le somme percepite senza averne diritto. Si tratterebbe di quasi 29mila euro da recuperare su 33mila avute dalle tre famiglie.

I familiari degli indagati sarebbero stati mendaci: avrebbero presentato la domanda per ottenere il reddito di cittadinanza "omettendo di indicare nelle autocertificazioni compilate i dati dovuti, creandosi in tal modo le condizioni per accedere al beneficio" e dunque violando la legge.

Ruggero Bianchi, il padre dei fratelli Bianchi, avrebbe ottenuto un sussidio maggiorato, pari a circa mille euro al mese proprio per i figli a carico. Stefano Pincarelli, padre di Mario, avrebbe percepito circa 660 euro al mese, appena 80 la madre di Francesco Belleggia.

Reddito di cittadinanza, i fratelli Bianchi

La notte del 5 settembre, Marco e Gabriele Bianchi sono accorsi a Colleferro sul luogo dove poi Willy è stato ucciso di botte a bordo di un Suv. Oltre a macchine e moto costose, vestiti griffati e gioielli, i due sui social ostentavano vacanze di lusso in località rinomate, in barca o in resort.

Un'esibizione di ricchezza che non poteva non insospettire i finanzieri che stanno proseguendo gli accertamenti.

Massimiliano Pica, il legale dei due, ha reso noto che gli stessi non hanno mai percepito il reddito di cittadinanza, e interrogati dal gip avrebbero detto di non sapere neanche cosa sia e quali siano le procedure d'accesso. Non loro, ma i familiari se ne sarebbero avvalsi. Per gli inquirenti, i fratelli Bianchi potrebbero aver contato su ben altre forme di reddito per esibire tanta ricchezza. Marco Bianchi risulta essere nullatenente. Il fratello Gabriele avrebbe aperto una frutteria a Cori grazie all'aiuto del futuro suocero. Il suv sarebbe dell'altro fratello Alessandro, proprietario a metà di un pub ad Artena.

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Reddito di cittadinanza, polemiche politiche

La questione ha scatenato una bagarre politica. "Quello che è successo in queste ore - ha detto l'attuale ministro degli Esteri, già a capo del dicastero del Lavoro, Luigi Di Maio e 'padre' del provvedimento - che queste famiglie, non i 4 presunti assassini, prendono il reddito di cittadinanza, è una cosa inaccettabile. La prima cosa è che i controlli si devono intensificare. La seconda è che dobbiamo fare i controlli anche su altro, perché non davano nulla al fisco. Hanno pagato meno tasse, hanno avuto probabilmente dei bonus". Di Maio ha riferito che è giusto fare più controlli, non solo sul reddito di cittadinanza, ma ha lamentato campagne diffamatorie e strumentalizzazioni politiche sul sussidio, la criminalizzazione anche di coloro che lo ricevano a giusto titolo.

La storia del presunto reddito di cittadinanza ai fratelli Bianchi e agli altri arrestati, è diventata oggetto di una polemica politica con gli attacchi al governo da parte di Giorgia Meloni e Giorgio Mulé, deputato di Forza Italia. Il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida, ha annunciato di aver presentato un'interrogazione parlamentare urgente. In base del decreto legge del 2019 che ha istituito il reddito di cittadinanza, chi ne faccia richiesta non deve essere sottoposto a misura cautelare personale, né esser stato condannato in via definitiva per alcuni specifici reati. Il fatto che i fratelli avessero già precedenti denunce, di per sé avrebbe dato loro diritto a farne richiesta.

Gli omessi controlli, dunque, riguarderebbero i loro familiari. In vigore da un anno e mezzo, il sussidio è stato revocato a 8200 famiglie su 1,3 milioni di beneficiarie.

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