"Non si è tolto la vita". Ombretta Meriggi, la mamma di Giorgio Medaglia, non riesce a credere che il figlio 34enne, ritrovato lo scorso 3 luglio senza vita nelle acque dell'Adda, abbia compiuto un gesto volontario. "È stato ucciso da qualcuno che conosceva bene", ha dichiarato. L'uomo era scomparso dalla sua abitazione di Lodi nella notte tra domenica 28 e lunedì 29 giugno. Del caso di Cronaca Nera si sta occupando anche la trasmissione "Chi l'ha visto?", in onda ogni mercoledì sera su Rai 3.

La mamma di Giorgio non crede al gesto estremo

"Chi sa qualcosa si rivolga alla Procura". La mamma di Giorgio ha voluto lanciare un nuovo, disperato appello.

"Era felice. Non aveva alcun motivo di uccidersi", ha ribadito invitando chiunque sia a conoscenza di qualche dettaglio utile all'indagine di farsi avanti. Da quando il 34enne è stato rinvenuto nelle acque dell'Adda, nei pressi del ponte di Cavenago, la donna si sta battendo con tutta se stessa per arrivare alla verità.

A suo dire, più di un dettaglio della vicenda non tornerebbe. Un testimone avrebbe riferito di aver visto un ragazzino esile, sui 15 anni, lasciare il motorino bianco di Giorgio nei pressi di un supermarket di Viale Aosta. Tuttavia, quel giovane non poteva essere scambiato per Giorgio, un ragazzone di oltre 90 kg dal fisico palestrato. Inoltre, anche i cani molecolari, durante le ricerche, hanno confermato che lo scooter non è stato lasciato dal 34enne.

Poi, c'è il giallo del casco. Sulla moto ce n'erano due, mentre in garage, solo qualche giorno fa, ne è stato ritrovato un terzo che non apparterebbe a Giorgio.

Ma non è tutto. Al momento del ritrovamento, il giovane indossava dei pantaloncini rossi che la mamma non ha riconosciuto. Fanno riflettere anche i risultati delle analisi effettuate nel corso dell'autopsia.

I test, infatti, hanno evidenziato un tasso alcolemico pari a un grammo per litro di sangue. Giorgio, però, non beveva e per questo, secondo la signora Ombretta, qualcuno può averlo costretto ad "alzare il gomito".

La scomparsa di Giorgio

Giorgio Medaglia abitava all'Albarola, quartiere alla periferia di Lodi e frequentava il locale centro psicosociale.

Secondo quanto riferito dalla mamma e dagli amici, era sereno e stava riprendendo in mano le redini della sua vita. La sera del 28 giugno, intorno alle 21.30, secondo quanto ricostruito, ha lasciato la sua abitazione e, come sempre, si è allontanato in sella al suo scooter.

La madre, infermiera, ha ammesso di non averlo sentito uscire - stremata dal turno in ospedale, a quell'ora già dormiva - ma il giorno seguente, appena si è accorta della sua assenza, ha dato l'allarme. I carabinieri, dopo aver ritrovato la due ruote del ragazzo, hanno continuato a cercare il 34enne fino al pomeriggio del 3 luglio quando, dalle acque dell'Adda, è riaffiorato il suo corpo senza vita.

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