La prima udienza del processo si è svolta lo scorso mercoledì 28 ottobre, in un'aula del Tribunale di Sassari. Sul banco degli imputati un pizzaiolo 30enne di Alghero accusato dalla Procura di aver usato violenza, dopo averle fatto assumere una sostanza stupefacente, su una 25enne del posto conosciuta la stessa sera durante un giro nei locali notturni della Riviera del Corallo. Ad aggravare la posizione del pizzaiolo sono state le analisi effettuate sulla ragazza. In un capello della donna sono state infatti trovate tracce di Ghb, meglio conosciuta come la "droga dello violenza".

Le indagini, affidate al sostituto procuratore della Repubblica Maria Paola Asara, hanno portato al rinvio a giudizio del 30enne algherese. Le accuse nei suoi confronti sono pesantissime: é accusato di aver abusato della giovane, con l'aggravante di aver approfittato delle condizioni fisiche e psichiche della persona offesa, si legge nelle carte messe nero su bianco dalla Procura. Il pizzaiolo algherese, difeso dagli avvocati Marco Salaris e dal collega Nicola Lucchi, ha sempre respinto tutte le accuse mosse nei suoi confronti. La vittima invece è assistita dal legale Luigi Esposito. La prossima udienza è stata rinviata a febbraio 2021.

Una serata nei locali notturni

Le immagini di una telecamera di sicurezza di un distributore automatico, che si trovava in pieno centro ad Alghero, in piazza Porta Terra, avevano ripreso introno alle 7 del mattino la giovane algherese in condizioni non troppo ottimali.

La 25enne, barcollante, era in compagnia di uno sconosciuto e, stando alle immagini, insieme si stavano recando nella pizzeria dove lavorava il giovane e dove, secondo le indagini, si sarebbe consumata la violenza. Soltanto il giorno dopo, nel pomeriggio, intorno alle 17, la venticinquenne algherese si era svegliata nel letto della sua abitazione in uno stato confusionale. La giovane aveva numerose ferite in volto e un incisivo spezzato, probabilmente dopo una rovinosa caduta. E nel comodino vicino al letto c'era un bigliettino dove c'era scritto il contatto telefonico della persona che appunto aveva conosciuto la sera prima in un bar. A quel punto gli inquirenti avevano contattato il pizzaiolo per un confronto.

Il giovane aveva subito ammesso di aver passato l'ultima parte della serata con la giovane e si era anche proposto di pagare le spese del dentista per ricostruire l'incisivo rotto. Aveva però negato di aver usato violenza contro la giovane.

La testimonianze di un'amica

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, che avevano interrogato un'amica della vittima, il pizzaiolo alla domanda sul perché non avesse accompagnato la giovane al pronto soccorso dopo una rovinosa caduta accaduta quando anche lui era presente, aveva risposto che non voleva esporsi troppo perché la situazione gli avrebbe creato problemi a lavoro. La giovane infatti sarebbe caduta all'interno della pizzeria e in questo modo i datori di lavoro del pizzaiolo avrebbero potuto scoprire che la pizzeria era stata utilizzata per consumare il rapporto.

Proprio per questo motivo la 25enne, sospettando che il pizzaiolo avesse approfittato di lei, aveva deciso di andarsi a fare controllare al Pronto soccorso e poi era andata dai carabinieri. Un primo test effettuato sul sangue aveva però escluso l'assunzione della famosa droga però, un'analisi successiva, effettuata con il prelievo di un cappello, aveva confermato che la giovane avesse assunto lo stupefacente. In parole povere qualcuno aveva aggiunto la sostanza stupefacente in un drink della giovane, durante la serata passata nei vari locali di Alghero. Dimostrare però che sia stato il pizzaiolo a mettere la droga nel bicchiere non sarà così semplice. Anche perché, secondo alcuni testimoni, il giovane avrebbe conosciuto la ragazza a tarda serata, quando il tasso alcolemico della 25enne era piuttosto elevato.

Tra l'altro, tra le persone su cui gli investigatori avevano indirizzato le indagini, c'era anche una barista 24enne originaria di Ozieri, che lavorava in un famoso locale della movida algherese. La giovane, davanti al giudice Salvatore Marinaro, ha però respinto ogni tipo di addebito.