Esattamente 10 anni fa, il 26 novembre 2010, scompariva Yara Gambirasio, ginnasta 13enne di Brembate Sopra (Bergamo). Tre mesi più tardi, il suo corpo senza vita venne rinvenuto, casualmente, in un campo di Chignolo d'Isola, sempre nella Bergamasca. Fulvio e Maura Gambirasio, i genitori della giovane, in questi giorni, per commemorarla hanno voluto rompere il silenzio e lanciare un appello: "Ricordatela per chi era e per quello sarebbe stata capace di dare agli altri".

'Ricordate Yara per quello che era'

A 10 anni dalla scomparsa e dalla morte di Yara, Mauro e Fulvia Gambirasio, collegati via Zoom con il Corriere della Sera, hanno voluto chiedere a tutti di ricordare la loro figlia non per quello che le è accaduto, ma "per quello che era", per le sue abilità, per la sua passione e per tutto quello che sarebbe stata sempre capace di donare agli altri.

La coppia, qualche anno fa, nel 2015, ha fondato l'associazione "La passione di Yara". Un modo per mantenere vivo il ricordo della figlia (promessa della ginnastica ritmica), ma anche per aiutare tanti ragazzi che vorrebbero inseguire un sogno (nel campo dello sport, dell'arte o della musica), ma non possono farlo per ragioni economiche o di disagio familiare.

"Nel sorriso dei ragazzi che aiutiamo - ha dichiarato qualche giorno fa il padre della 13enne - riscopriamo ogni volta tanta fiducia verso il futuro. Quando li guardo noto sempre, nel loro modo di porsi, qualcosa che mi ricorda mia figlia". Poi ha concluso: "La nostra famiglia sarà finalmente felice quando digitando su Google il nome di Yara , non appariranno articoli di cronaca nera, ma i tanti progetti della nostra associazione".

Come ha precisato Daniela Di Mento, la tesoriera dell'associazione in questi anni sono stati realizzati 86 progetti, finanziati con più di 100 mila euro.

La scomparsa di Yara

Secondo quanto ricostruito, nel pomeriggio del 26 novembre 2010, Yara alunna di terza media, lasciò la sua abitazione di via Rampinelli a Brembate di Sopra per raggiungere la vicina palestra di via Locatelli.

Intorno alle ore 18:40 uscì dal centro sportivo e, da quel momento, non si ebbero più sue notizie.

Yara era sempre stata una ragazzina puntuale e responsabile e, per questo, i genitori, non vedendola rientrare e non riuscendo a rintracciarla al telefonino, contattarono subito la caserma dei carabinieri di Ponte San Pietro per segnalare la scomparsa.

La denuncia, come ha ricordato l'Unione Sarda, venne raccolta da Giovanni Mura, all'epoca a capo del Nucleo investigativo provinciale. Il militare, parlando con il padre e la madre di Yara, comprese immediatamente che non si trattava di una "ragazzata". Così, il giorno seguente scattarono le ricerche che presto vennero estese in tutta la Lombardia.

Il corpo della piccola venne rinvenuto successivamente in un campo a pochi chilometri da Brembate. Dopo una lunghissima e complessa attività investigativa senza precedenti, nel giugno del 2014, venne arrestato Massimo Bossetti, muratore 44enne incensurato. L'uomo, condannato all'ergastolo, si è sempre proclamato innocente.