Daniele Leali è rientrato in Italia. L'imprenditore e dee-jay, considerato amico e 'braccio destro' di Alberto Maria Genovese, accusato di aver sequestrato e violentato per ore una ragazza di 18 anni, è indagato per spaccio di droga. Alcune ragazze presenti alle feste a Terrazza Sentimento (il super attico milanese del Re Mida delle start-up), infatti, lo avrebbero indicato come colui che portava le sostanze stupefacenti ai party.

Rientrato in Italia il 'braccio destro' di Genovese

Ale 6:30 di sabato 19 dicembre Daniele Leali è atterrato a Milano.

L'uomo, amico di Alberto Genovese, era partito per Bali (in Indonesia) pochi giorni dopo l'arresto dell'imprenditore 43enne. Dopo settimane di indagini, la Procura di Milano, che si sta occupando del fatto di Cronaca Nera, aveva deciso d'iscrivere nel registro degli indagati il dee-jay per spaccio di droga.

Da quanto si apprende, infatti, alcune delle ragazze ascoltate dal procuratore aggiunto Letizia Mannella e dal pm Rosaria Stagnaro, avrebbero descritto Leali come colui che, durante le feste di Genovese, portava e metteva a disposizione di tutti gli invitati la droga. "Credo che tutti si aspettassero che Leali la portasse in sala - aveva messo a verbale una giovane - nessuno si è spaventato o sorpreso della cosa".

Daniele Leali aspetta di poter chiarire la sua posizione

Il legale del dee-jay, l'avvocato Sabino di Sibio, nei giorni scorsi, precisando che il suo assistito si sente tranquillo e pronto a chiarire la sua posizione, ha puntualizzato che l'iscrizione è semplicemente un atto dovuto da parte degli inquirenti e che, tra le altre cose, non sposterebbe la natura scarsamente indiziaria del reato di cui sarebbe indagato.

"Il mio assistito sta bene - ha dichiarato ora alla stampa il penalista - è libero ed aspetta di essere interrogato dalla Procura".

Daniele Leali ha respinto pubblicamente e con decisione qualsiasi addebito. In più di un'occasione, inoltre, ha ribadito di non esser fuggito, ma di aver lasciato l'Italia semplicemente per adempiere alcuni impegni lavorativi contratti prima dell'arresto di Genovese.

Nei giorni scorsi, anche il legale della giovane che ha denunciato l'imprenditore 43enne, l'avvocato penalista Luigi Liguori, ha voluto rilasciare delle dichiarazioni e, di fatto, ha messo a tacere le voci che parlavano di un possibile accordo di tipo economico tra le parti. Il legale, sottolineando che, al momento, non sussistono neppure i requisiti tecnici per trattare un risarcimento, ha evidenziato che, in ogni caso, un'eventuale offerta potrà essere formulata solo dai legali dell'indagato alla fine delle indagini e solo in previsione di un'udienza per il rinvio a giudizio.

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