Lunedì notte, 30 novembre, tre uomini sono stati arrestati con l'accusa di atti persecutori e tentato sequestro di persona. Erano pronti, armati di bastoni e di un grosso coltello da macellaio, a rapire una giovane donna (ex fidanzata di uno di loro) e a uccidere i suoi familiari. Tuttavia, un normale controllo dei carabinieri ha evitato il peggio. La vicenda è accaduta a Imola, popoloso comune alle porte di Bologna.

Il controllo dei carabinieri

Secondo quanto ricostruito, nella tarda serata di lunedì 30 novembre i carabinieri di Imola, durante un normale controllo volto ad accertare il rispetto del coprifuoco e delle altre disposizioni volte a contenere il contagio da Covid-19, hanno notato una Fiat Panda rossa posteggiata, con il motore acceso, di fronte all'ingresso di un condominio di via Antonio Vivaldi, nel cuore del quartiere Pedagna.

I militari, si sono così avvicinati e, come da protocollo, hanno identificato i tre uomini a bordo della vettura e hanno verificato come mai fossero fuori casa nonostante i divieti. A quel punto, però il conducente, un 37enne di Pianoro (Bologna) e i suoi due passeggeri (un 45enne residente a Bologna e un 25enne della vicina Casalecchio di Reno) pur presentandosi come "operai di ritorno dal lavoro", hanno iniziato ad agitarsi e dare risposte confuse e contradditorie. Gli uomini dell'Arma, insospettiti dall'insolito comportamento, hanno quindi chiesto rinforzi alla Centrale Operativa e li hanno accompagnati in caserma.

La strage sventata

Una volta al comando, i tre (tutti incensurati) sono stati sottoposti a una perquisizione personale e veicolare.

Da quanto si è appreso, dietro uno dei sedili, i carabinieri hanno trovato un bastone di metallo con un'artigianale punta di plastica mentre, all'interno del portabagagli, è stato rinvenuto un borsone contenente passamontagna, due paia di guanti, delle forbici, un coltello da macellaio "nascosto" in uno straccio, un paio di forbici, un laccio emostatico e anche un paio di manette.

Un simile "equipaggiamento", ovviamente, ha fatto scattare l'interrogatorio alla presenza del pm Michele Martorelli. Come riferito dai militari, i tre amici messi alle strette hanno "vuotato il sacco" e hanno confessato di aver raggiunto Imola con l'intenzione di rapire una ragazza di 23 anni (ex compagna del 45enne), addormentarla e ucciderle i genitori e il nuovo fidanzato.

Le dichiarazioni scioccanti del trio hanno trovato conferma non solo nelle loro chat e nelle conversazioni telefoniche, ma anche dalla vittima. La giovane, infatti, ammettendo di essere stata legata sentimentalmente, fino allo scorso gennaio, con uno dei fermati, ha anche riferito di essere stata messa a conoscenza da un amico comune del "piano militare" che l'ex stava escogitando per riaverla con lui. Pensando a uno scherzo, però, la 23enne non aveva ritenuto necessario sporgere denuncia. Tuttavia, per precauzione, aveva comunque deciso di adottare comportamenti più accorti e prestare maggiore attenzione.

Su disposizione del pm Martorelli i tre sono stati arrestati e ora si trovano agli arresti domiciliari.

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