Insieme ad altri complici, nella tarda notte del 10 febbraio 2019, si era reso protagonista di una rapina nella zona di “Su Campu e S'Egua”, nelle campagne di Serramanna, in provincia di Cagliari. Secondo l'accusa Ananio Manca, 36 anni, disoccupato nato a Nuoro ma residente a Torpè, accompagnato da altre persone, aveva fatto irruzione nella villetta di Roberto Pillittu, che era appena rientrato nella sua abitazione con la moglie e la loro bambina. Ieri mattina, 30 gennaio, con un ordine di cattura firmato dalla Procura della Repubblica di Cagliari, è finito in manette dopo lunghe e certosine indagini firmate dagli specialisti del Ris, il reparto d'investigazioni scientifiche dei carabinieri.
Gli investigatori della compagnia di Sanluri, coordinati dal capitano Aldo Meluccio, con la collaborazione dello squadrone dei Cacciatori di Sardegna e delle unità cinofile, hanno perquisito l'abitazione del 36enne, a Torpè. I militari, all'interno della casa, hanno recuperato 6mila euro in contanti, quattro cartucce calibro 12, cinque ordigni esplosivi artigianali che contenevano 300 grammi di polvere da sparo, ma anche diversi indumenti utili per azioni criminose oltre che alcune radio trasmittenti. Manca, dopo tutti i controlli di rito, è stato rinchiuso in una cella del carcere di Uta in attesa di essere sentito dal magistrato che si occuperà del caso.
La rapina del 2019
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori dei carabinieri, la rapina era andata in scena la notte del 10 febbraio di due anni fa.
Quaranta minuti dopo la mezzanotte Ananio Manca, in compagnia di alcuni complici, aveva fatto irruzione nella villetta di Roberto Pillittu. I componenti della banda si erano resi irriconoscibili, coprendosi con sciarpa e cappello, e indossando anche delle casacche gialle con la scritta “Polizia”. I malviventi, dopo aver suonato più volte il campanello della villetta, non avevano ricevuto risposta perché la famiglia era fuori in occasione del battesimo del loro figlio appena nato. Per questo motivo, non contenti, avevano deciso di aspettare il rientro della famigliola nascondendosi nel giardino. Intorno all'1:15 il proprietario della casa, insieme alla moglie Stefania Sebis e il loro bambino, avevano fatto rientro nella villetta parcheggiando all'esterno.
Dopo aver percorso a piedi il vialetto d'ingresso erano stati bloccati dai malviventi che, sicuramente, non avevano buone intenzioni. Il padrone di casa, accortosi del tranello, aveva subito pensato di mettere in sicurezza i suoi familiari, immaginando appunto che fosse solo lui l'obiettivo della rapina. Per questo motivo aveva tentato di rientrare in macchina per scappare, attirando dietro di lui i malviventi. Azione che però non aveva avuto un buon esito perché i rapinatori, accorgendosi del suo intento, l'avevano bloccato. Era nata una colluttazione, violenta, ma Roberto Pillittu nonostante i colpi era riuscito a scappare e raggiungere il vicino deposito di macchine agricole della sua azienda.
La fuga e l'inseguimento
Roberto Pillittu aveva messo in moto un trattore e aveva preso la via dei campi, pensando che i rapinatori con la loro Fiat Panda non riuscissero a seguirlo. I malviventi però non si erano persi d'animo e si erano messi all'inseguimento. Al punto tale che Pillittu, capendo di essere raggiunto, decise di fare retromarcia con il trattore prendendo in pieno con la benna l'auto dei malviventi. I malfattori, spaventati, a quel punto si diedero alla fuga abbandonando l'auto. E proprio grazie al mezzo a quattro ruote abbandonato, gli specialisti dei Ris sono riusciti a rintracciare Ananio Manca. All'interno dell'auto i militari hanno infatti trovato numerosi reperti che hanno permesso di isolare un profilo genetico appartenente appunto al 36enne arrestato ieri. Grazie a questi pesanti indizi la Procura della Repubblica ha potuto firmare un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita ieri dai carabinieri.