I ristoratori italiani, dallo scoppio della pandemia da Covid-19 dello scorso marzo, sono una delle categorie di lavoratori più colpita dalla crisi economica dovuta alle restrizioni per cercare di arginare il contagio. Le prospettive future, poi, non sembrano lasciare aperti molti spiragli di fiducia: il governo, attraverso l'annuncio del ministro della Salute Roberto Speranza, ha infatti comunicato l'intenzione di vietare l'attività di asporto dopo le ore 18:00. Per questo, un gruppo di essi ha deciso di mettere in scena una protesta, bloccando il tratto dell'autostrada A1 tra gli svincoli di Capua e Caianello, che collega Napoli con Roma.

'Vogliamo solo lavorare'

La protesta, pacifica, è avvenuta nella mattinata di oggi, mercoledì 13 gennaio. Diversi ristoratori, infatti, sono giunti sul posto con le loro auto per poi procedere, occupando tutta la careggiata in direzione Roma, a bassissima velocità. Di fatto, dunque, hanno interrotto la circolazione, creando numerosi disagi alla viabilità. I ristoratori hanno spiegato il loro gesto affermando che, la loro volontà, è semplicemente quella di poter lavorare. Attualmente, la Campania si trova nella fascia di rischio gialla, ovvero quella con il grado di rischio più basso. Per questo le attività ristorative possono restare aperte sino alle ore 18:00, dopo di che potranno lavorare solo con l'asporto (fino alle 22:00) e con consegna a domicilio.

Con l'entrata in vigore del nuovo Dpcm, prevista nei prossimi giorni, molte regioni passeranno però in zona arancione, con la conseguente chiusura di tutte le attività di ristorazione.

I ristoratori chiedono di poter parlare con il Governo

Ad annunciare la protesta, qualche ora fa, era stato un manifesto pubblicato proprio dai ristoratori. In esso, i lavoratori avevano annunciato una "marcia" in auto, a bassa velocità e in direzione Roma, creando inevitabilmente numerosi disagi alla viabilità.

La richiesta dei ristoratori è quella di poter comunicare le loro istanze agli "alti gradi del Governo", e dunque Presidente del Consiglio, ministri o, comunque, esponenti di peso della maggioranza.

Intanto, numerosi ristoratori in tutta Italia stanno organizzando, in queste ore, una protesta per venerdì 15 gennaio. La loro intenzione, per tale data, è quella di aprire i loro locali anche per la cena, nonostante ciò sia vietato in maniera netta dalle leggi governative.

Al momento, gli organizzatori parlano di 50mila adesioni in tutta Italia. Intanto la Fipe (l'associazione di categoria più importante) ha preso le distanze dall'iniziativa, chiedendo ai suoi soci di rispettare le norme e di rimanere dentro un alveo di legalità.

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