Fabrizio Pregliasco è tornato a parlare di coronavirus. Il virologo dell'Università di Milano ha manifestato il suo pensiero secondo cui i prossimi dati delle rilevazioni del quadro dell'Istituto Superiore di Sanità potrebbero offrire un quadro relativo rispetto alla possibile evoluzione della situazione epidemiologica in Italia. Il medico ha precisato che, ad oggi, la sensazione è che la temuta "terza ondata" debba essere considerata una "certezza". Un'idea che, però, non presuppone necessariamente uno scenario catastrofico alla luce del fatto che esserne a conoscenza potrebbe aiutare a mitigarne gli effetti.

Coronavirus, Pregliasco parla degli effetti del Natale

Fabrizio Pregliasco ha parlato ai microfoni di Radio Crc Targato Italia. Nel corso del suo intervento ha ammesso di avere timore rispetto a quelli che potrebbero essere gli effetti determinati dalla mobilità delle persone durante il periodo natalizio. "Hanno - ha affermato - fatto festicciole, magari non esagerate ed in alcuni casi esagerate, di cui vedremo gli effetti adesso nel momento in cui si riaprono le scuole".

Da tempo si alimenta il sospetto che l'inizio del 2021 possa rappresentare una fase temporale in cui l'Italia potrebbe essere a rischio di una recrudescenza dell'epidemia. E Pregliasco non usa giri di parole per descrivere il rischio concreto. "Le terza ondata è una certezza.

L'intensità di questa onda la dobbiamo guardare e cercare di prevenire per quanto possibile".

Terza ondata, Pregliasco sottolinea l'importanza dei prossimi dati

Una possibile anticipazione di quella che potrà essere l'evoluzione la si potrà notare attraverso i prossimi dati che saranno diffusi dall'Istituto Superiore di Sanità. Sono attesi per le prossime ore e da essi dipenderanno anche quelli che saranno i nuovi colori, con conseguenti restrizioni, per le varie regioni.

"I risultati in peggioramento li potremo, temo, vedere da metà di questo mese che incideranno sicuramente sull'andamento della curva".

Coronavirus, terza ondata e la nuova variante inglese

Pregliasco ha precisato inoltre che: " il lockdown sta facendo quello che può, però non ci sta togliendo da questo tunnel perché riusciamo solo a mitigare non a controllare malattia".

A risolvere buona parte de problemi potrebbe essere il vaccino. Pregliasco, non a caso, ha auspicato che la distribuzione e la somministrazione possano essere quanto più "veloci e ampie" possibili. "Anche perché- spiega- ci spaventa un po' quella variante inglese che sappiamo essere più contagiosa e quindi in qualche modo inquietante rispetto alla sua capacità diffusiva".

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