Cerciello fu vittima di un attacco "preordinato e condiviso" avente una sola finalità: ucciderlo. Per la pm Maria Sabina Calabretta, non possono esserci attenuanti per i due 20enni americani, Finnegan Lee Elder e Cristian Gabriel Natale Hjorth, accusati di concorso in omicidio del vicebrigadiere 35enne Mario Cerciello Rega, ucciso a Roma la notte del 26 luglio 2019.

La pm ha chiesto ai giudici della Corte d'Assise di Roma l'ergastolo per entrambi gli imputati che sabato 6 marzo hanno assistito all’udienza. Tra il pubblico, in prima fila, era presente, come sempre dall'inizio del processo, Rosa Maria Esilio, la giovane vedova del militare.

Stringeva tra le mani una foto del marito. Quando è stato ucciso, si erano sposati da 43 giorni.

Cerciello, la pm: 'Non deve succedere di ucciderlo un’altra volta'

La requisitoria della pm Calabretta è durata quattro ore. La pm, affiancata dal procuratore aggiunto Nunzia D'Elia che ha coordinato l'inchiesta, ha smontato la tesi difensiva della legittima difesa dei due imputati. L'accusa che ha chiesto per entrambi, oltre al massimo della pena, un mese di isolamento diurno, ha detto che non possono esserci attenuanti per gli imputati, né per la loro giovane età - giovane lo era anche la vittima - né perché incensurati. "È stato ucciso da due assassini e non deve succedere di ucciderlo un'altra volta", ha detto la pm.

In aula, Calabretta ha ricostruito cosa accadde la tragica notte del 26 luglio, nel quartiere romano di Prati. Il vicebrigadiere Cerciello era intervenuto in borghese e disarmato con il collega Andrea Varriale per intercettare i due, responsabili di un'estorsione ai danni di Sergio Brugiatelli, intermediario nell'acquisto di droga e ora parte civile nel processo. A Brugiatelli avevano scippato lo zaino chiedendo la restituzione di 80 euro più un grammo di cocaina.

Per la pm, non ci fu nessun blitz da parte dei carabinieri, ed è perciò insostenibile la tesi che Elder, spaventato, avrebbe reagito per difendersi. Entrambi i militari si qualificarono mostrando il tesserino, si avvicinarono ai due frontalmente, non alle spalle.

Invece gli imputati giunsero all'appuntamento armati di coltello. Cerciello non ebbe neanche il tempo di provare a difendersi, colpito a morte da 11 coltellate sferrate da Elder in meno di trenta secondi. Un attacco violento, micidiale, sproporzionato, secondo l'accusa. Per la pm, Cerciello, anche se fosse stato armato, ma non lo era, non avrebbe potuto difendersi. Il collega Varriale, rimasto lievemente ferito, non poté aiutarlo, perché anche lui impegnato nella colluttazione con l'altro imputato, l'italoamericano Cristian Gabriel Natale Hjorth.

Cerciello, 'Ammazzato per 80 euro e un piatto di cocaina'

La pm ha spiegato alla Corte D'Assise che Cerciello è stato ucciso per 80 euro e un piatto di cocaina.

"Lo ha detto anche Elder, cercavano cocaina". L'accusa ha evidenziato il contrasto tra Cerciello, "un uomo buono" che aiutava i colleghi più giovani e che stava facendo il suo lavoro, e i due americani che quella sera volevano solo divertirsi, sballarsi. La pm ha anche demolito il racconto di Elder, secondo il quale Cerciello avrebbe tentato di strangolarlo. Per l'accusa, non c'è alcun segno di un tentativo di strangolamento e, a dispetto delle 11 coltellate inferte a Cerciello, è stata trovata solo l'impronta di un suo polpastrello. Se Cerciello avesse tentato di sovrastare il ragazzo americano, si sarebbe dovuto trovare sangue sugli abiti di Elder.

Calabretta ha spiegato che suo compito è separare i fatti non provati da quelli provati, la verità dai dubbi, e dimostrare che Cerciello è morto solo per i fendenti ricevuti, e non per concause.

La pm ha sottolineato che i due imputati avrebbero potuto scegliere, sarebbero potuti fuggire, sottraendosi al controllo dei due militari, anziché uccidere. Invece, giunsero all'incontro armati di 'kabar', arma bellica con una lama di 18 centimetri, preferendo colpire, evidentemente per portare a termine un loro piano criminale: non solo recuperare il denaro, ma guadagnare un grammo di cocaina.

Dopo l'accoltellamento, gli imputati non si preoccuparono delle condizioni della vittima, scapparono per poi nascondere l'arma. Per questo, secondo la Procura sono in egual modo responsabili della morte di Cerciello. E se Elder è colui che materialmente lo ha ucciso, un ruolo "egemonico" lo avrebbe Natale non solo perché tra i due parlava italiano, ma perché fu lui a organizzare l'estorsione, a intimare a Brugiatelli a presentarsi all'appuntamento. Infine, le impronte digitali trovate su uno dei pannelli del controsoffitto dell'hotel dove alloggiavano e in cui è stato nascosto il coltello sono di Natale. La sentenza è prevista ad aprile.