Il 12 maggio 2021 alle ore 17 a Ravenna si terrà una manifestazione di protesta indetta dal Fridays For Future (FFF), il movimento ambientalista giovanile ispirato a livello internazionale dall'attivista Greta Thunberg.

Il movimento stavolta alza la voce contro un progetto dell'Eni, che prevede l'utilizzo di un giacimento offshore esaurito (quindi che consta di operazioni sul sottofondo marino) per lo stoccaggio del carbonio. I preparativi della manifestazione avverranno online nel corso di un'assemblea fissata il 5 maggio alle ore 18.

I motivi della protesta

Secondo il movimento, Eni possederebbe 60 piattaforme offshore, che continua a mantenere grazie alle promesse di compensare le emissioni, salvo poi nascondere parte dei gas emessi da attività altamente inquinanti. Sempre stando alle parole dei portavoce del movimento (FFF), l'azienda Eni avrebbe ottenuto l'inserimento del progetto di cattura e stoccaggio del carbonio tra i progetti finanziati dai fondi europei, sotto l'etichetta di ''transizione ecologica''.

Ambientalisti e il movimento Fridays For Future si oppongono fortemente all'ambizioso progetto dell'Eni, che - a loro avviso - alimenterebbe il potere di poche aziende ''dalla storia inquinata'', rallentando la reale decarbonizzazione (smaltimento del carbonio) e sottraendo miliardi alla riconversione del sistema energetico italiano.

Secondo i promotori della protesta, esso sarebbe un processo anti-economico e dalle pericolose conseguenze. Infatti, il rischio di fuoriuscite dai giacimenti sarebbe sempre presente. In ultimo, il progetto parrebbe favorire esclusivamente le compagnie energetiche.

Come funziona lo stoccaggio del carbonio?

I giacimenti di petrolio esauriti, come nel caso di quello sotto l'accusa di FFF, sono ideali per la cattura e lo stoccaggio del carbonio (o anche Carbon Capture and Storage, CCS), dal momento che rendono il terreno eccezionalmente poroso.

Iniettando la CO2 in questi terreni, sarebbe possibile far risalire da questi giacimenti petrolio e gas non ancora estratti. Il profitto, rispetto a queste pratiche, consentirebbe di andare in pari o addirittura superare i costi delle iniezioni stesse. In realtà, le iniezioni di anidride carbonica (spesso prodotta da lavorazioni industriali e centrali elettriche) dovrebbero servire per eliminare le emissioni di idrogeno dal metano.

Ultimamente, sono state adottate nuove tecniche e macchinari in via sperimentale per lo stoccaggio di CO2. Tuttavia, l'Agenzia Internazionale per l'Energia (EIA) stima che non siano in grado di assorbire nemmeno il 13% della CO2 eliminabile invece con la cattura e stoccaggio del carbonio.