Non sarebbe stato un movente economico, come inizialmente ipotizzato dagli inquirenti, a spingere lo scorso 24 aprile Marco Eletti a uccidere il padre Paolo e a ferire gravemente la madre Sabrina Guidetti a San Martino in Rio, in provincia di Reggio Emilia. Infatti il giovane aspirante scrittore non avrebbe agito per dissidi sull’eredità, come ipotizzato inizialmente, ma dopo aver scoperto il segreto del padre, che conduceva una doppia vita. Infatti il 57enne aveva aperto – utilizzando un nome falso – un profilo social in cui parlava delle proprie relazioni sentimentali con altri uomini.

Secondo chi indaga, il ragazzo, che al momento è il principale indiziato del delitto, potrebbe aver aggredito il genitore, uccidendolo, dopo essere venuto a conoscenza delle sue relazioni extra-coniugali.

Il giovane accusato del delitto aveva raccontato di aver trovato il padre e la madre agonizzanti in casa

Per i magistrati della procura di Reggio Emilia, il 33enne potrebbe aver studiato a tavolino il piano per ammazzare il padre e la madre. Lo scorso 24 aprile, nell’appartamento in cui vivevano i coniugi, i soccorritori avevano trovato Sabrina, 52 anni, priva di sensi su un divano, probabilmente narcotizzata, con i polsi tagliati. Paolo giaceva a pochi passi da lei, ormai privo di vita, con i segni di diverse martellate sul capo.

Marco non abitava da tempo in quella casa: era stato comunque lui a dare l’allarme, telefonando al 118. In seguito aveva raccontato di essere arrivato nell’abitazione verso le 17 e di aver trovato i genitori in fin di vita. Una versione che non ha mai convinto gli inquirenti, che hanno individuato diversi indizi a suo carico.

Il presunto assassino forse ha ucciso perché non accettava la doppia vita del padre

Come detto, subito dopo il delitto, chi indagava ha seguito la pista economica: infatti il giovane avrebbe voluto che i genitori vendessero la casa della nonna paterna, rimasta disabitata dopo la sua scomparsa. Tuttavia negli ultimi giorni gli inquirenti hanno incominciato a seguire un’altra ipotesi, rivelata dalla stampa locale: Paolo Eletti sin dal giugno 2020 si era iscritto a Facebook con un nome inventato per aprire un profilo in cui lanciava messaggi a favore dei diritti dei gay e raccontava delle sue relazioni con altri uomini.

Nel corso delle indagini i carabinieri, coordinati dalla pm Piera Cristina Giannusa, si sono imbattuti in una serie di messaggi sui social, come quelli a favore del ddl Zan o quelli in cui l’uomo raccontava di aver dovuto rinunciare alle sue relazioni extra-coniugali a causa della pandemia di coronavirus. Gli inquirenti pensano che il figlio, dopo essere venuto a sapere di questa doppia vita del 57enne, nascosta dal matrimonio con la moglie Sabrina, abbia reagito con violenza.

Dopo aver ucciso il padre, il 33enne avrebbe inscenato il tentativo di togliersi la vita della madre

Sin dall’inizio gli inquirenti hanno notato una serie di incongruenze nel racconto dei fatti da parte del giovane, che hanno fatto pensare che il ragazzo avesse ucciso il padre e cercato di inscenare il suicidio della madre, che però è sopravvissuta.

La donna, dopo essere stata tenuta per circa un mese in coma farmacologico, a maggio si è risvegliata: solo pochi giorni fa avrebbe parlato ai carabinieri, spiegando di non ricordare molto dell'accaduto. Il 33enne inizialmente aveva raccontato delle continue liti tra i genitori, per poi avvalersi della facoltà di non rispondere al gip, dopo il suo arresto, avvenuto la mattina del 25 aprile, con l'accusa di aver ucciso il papà, con le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi, oltre che per aver tentato di togliere la vita alla mamma. Il ragazzo dal carcere di Modena continua a dichiararsi innocente, anche se per chi indaga avrebbe premeditato il delitto, dopo aver saputo delle relazioni omosessuali del padre.