"Sono stato otto mesi a Medugorje, anzi in una comunità di preti li vicino". Ad affermarlo, davanti ai magistrati perugini, è Davide Pecorelli, l'imprenditore originario di San Giustino (Perugia) - ma attivo anche in Toscana (in particolare nella zona di Sansepolcro, in provincia di Arezzo). L'uomo, scomparso a inizio gennaio 2021 in Albania, è stato ritrovato negli scorsi giorni su un gommone in avaria al largo dell'isola di Montecristo. Del caso di cronaca nera a lieto fine si stanno occupando il procuratore capo Raffaele Cantone e l'aggiunto Giuseppe Petrazzini.

Dopo la denuncia di scomparsa presentata dai familiari era stato aperto un fascicolo d'indagine in cui venivano ipotizzati i reati di omicidio volontario e traffico di droga.

Davide Pecorelli, i debiti e la decisione di scomparire

Nel pomeriggio di ieri, lunedì 20 settembre, Davide Pecorelli si è presentato in procura, a Perugia, senza alcun avvocato, in qualità di "persona informata sui fatti" per chiarire cosa ha fatto negli ultimi 9 mesi, mentre i familiari lo credevano morto. Ascoltato per circa 3 ore, il 45enne - capelli lunghi tinti di biondo, giacchetto verde militare e t-shirt con teschio - ha ammesso di aver inscenato la sua morte davanti al procuratore capo Cantone, all'aggiunto Petrazzini e al capo della mobile, Gianluca Boiano.

"Ho deciso di scomparire - ha spiegato - perché sono travolto dai problemi economici. Sono praticamente rovinato". Poi, ha dichiarato di essere stato per circa otto mesi in una comunità di preti nei pressi di Medugorje (in Bosnia-Erzegovina). Lì sarebbe arrivato con l'aiuto di un sacerdote conosciuto proprio in Albania.

Nonostante i gravi problemi economici, Pecorelli, non avrebbe finto la sua morte per incassare un'assicurazione sulla vita.

"Sono un imprenditore - ha detto - e ho la polizza da 30 anni". "I miei familiari - ha continuato - non sapevano nulla: non sono rimasto in contatto con nessuno".

Pecorelli ritrovato su un gommone in Toscana

Pecorelli, prima di salire in auto con la nuova compagna, ha sottolineato di non aver nulla da nascondere. Poi, ammettendo di aver commesso dei reati in Albania, ha aggiunto: "Ho riferito tutto ai magistrati".

L'uomo l'anno scorso aveva avviato una nuova attività - vendita di dispositivi estetici - in Albania e, per questo motivo, si recava abitualmente nel Paese delle Aquile. Così, aveva fatto anche a inizio gennaio di quest'anno. Atterrato a Tirana il 3 gennaio, pochi giorni più tardi, l'auto che aveva noleggiato era stata ritrovata carbonizzata con all'interno diversi effetti personali del 45enne umbro. Per questo i suoi familiari avevano perso le speranze di riabbracciarlo.

L'imprenditore, invece, è stato ritrovato venerdì 17 settembre su un gommone in avaria al largo del Giglio. Stando a quanto ha raccontato, con il natante (preso a noleggio dando false generalità) stava raggiungendo l'isola di Montecristo - che è accessibile solo previa autorizzazione - per cercare delle monete di valore.