A Noto, in provincia di Siracusa, la sera dello scorso 30 novembre un 17enne è stato raggiunto alla testa da un colpo di arma da fuoco. Sottoposto a un intervento chirurgico, è in gravi condizioni. In un primo momento, si era pensato a uno sparo accidentale, poi ha preso piede l'ipotesi del gesto intenzionale. Il minore appartiene alla comunità nomade dei Camminanti. Resta tutta da chiarire la vicenda: i carabinieri del comando provinciale di Siracusa e i magistrati della Procura indagano per tentato omicidio.

Noto, racconto confuso e lacunoso della madre

A fatica, gli inquirenti hanno fatto una prima ricostruzione della vicenda accaduta la sera di martedì in piazza Platone, alla periferia della cittadina siracusana. Il ragazzo era in auto con la madre e altri familiari quando sarebbe stato raggiunto alla testa da un proiettile. Il colpo sarebbe stato esploso a distanza ravvicinata: qualcuno avrebbe sparato per uccidere. Al momento sono ancora tanti gli interrogativi. Il racconto della mamma, testimone oculare del fatto, è risultato sommario e lacunoso. La donna non ha saputo o non ha voluto fornire elementi utili per individuare chi abbia sparato, né ha fornito indicazioni sul luogo esatto dell'agguato.

Dopo che il figlio era stato colpito, la donna non aveva chiamato i carabinieri ma lo aveva portato in auto all'ospedale di Avola. Da lì, il 17enne incensurato che tra qualche mese diventerà maggiorenne, era stato poi trasferito all'ospedale Garibaldi di Catania dove si trova tuttora in gravi condizioni. I militari erano stati informati di quanto accaduto dai vigilanti dell'ospedale di Avola.

Ipotesi agguato dopo una rissa

La Procura di Siracusa ha aperto un fascicolo: il reato ipotizzato è quello di tentato omicidio. I carabinieri hanno già iniziato ad ascoltare parenti del minore e testimoni che si starebbero mostrando poco collaborativi. Per gli inquirenti, si sarebbe trattato di un agguato, anche se non è chiaro se il bersaglio fosse il ragazzo o un altro componente della famiglia.

Tracce di sangue sono state trovate sul sedile anteriore dell'auto accanto a quello del conducente.

Resta da capire anche chi abbia sparato e da dove. Gli inquirenti stanno passando al setaccio le telecamere di sorveglianza della zona per ricostruire cosa sia accaduto prima dello sparo. Il movente sarebbe riconducibile a conflitti all'interno della comunità. Sembrerebbe che ci sia stata una lite tra due gruppi della comunità, alticci dopo aver abusato di alcool. Il 17enne avrebbe tentato di allontanarsi in auto con i parenti, ma uno o più rivali implicati nella rissa li avrebbero raggiunti, per poi esplodere verso l'auto più colpi di arma da fuoco. Un proiettile ha colpito il giovane.

Noto, Camminanti gruppo nomade poco integrato

Corrado Figura è diventato sindaco di Noto da un mese, ma conosce bene la realtà territoriale. Figura ha detto che l'amministrazione comunale è al lavoro per favorire una maggiore integrazione sociale di questa comunità e una una rigenerazione delle periferie. "Quanto accaduto ha sicuramente scosso la comunità di Noto: è una cittadina molto tranquilla", ha detto il sindaco.

I Camminanti sono un gruppo seminomade che si è stabilito a Noto alla fine degli anni '50. Ma in realtà vive sul territorio solo per pochi mesi, da novembre a febbraio, per poi spostarsi il resto dell’anno altrove e sparpagliarsi sul territorio nazionale. "Stiamo lavorando attivamente nelle periferie", ha detto il primo cittadino.

In contrada Arance dolci, alle spalle di via Platone, ci sono stati altri episodi come quello accaduto martedì scorso, riconducibili a rivalità tra gruppi di nomadi. A settembre c'era stata una sparatoria a seguito di una lite tra due famiglie ed erano state arrestate sei persone, tutte accusate di tentato omicidio pluriaggravato, ricettazione e porto abusivo di armi in concorso. In questi giorni, per recarsi sul luogo della sparatoria di martedì e documentare l'accaduto, alcune troupe televisive sono state scortate dai carabinieri.