Era lo scorso 26 giugno, si correva la prima del Tour de France e ancora non sapeva che da lì a poco sarebbe divenuta una protagonista (assolutamente in negativo) dell'intera corsa. Si potrebbe riassumere così la storia della donna che, appostata al bordo della strada, ebbe l'intuizione di sporgersi fin dentro la carreggiata per mostrare in favore delle telecamere un cartellone in cui salutava i nonni. La donna, vestita con un impermeabile giallo, così facendo urtò Tony Martin, che a sua volta cadde a terra scatenando una grandissima caduta che coinvolse quasi metà del gruppo.

Nelle scorse ore si è conclusa la vicenda giudiziaria contro la protagonista della vicenda, che è riuscita a cavarsela con una multa di poco più di 1000 euro.

Le immagini della caduta fecero il giro del mondo, scatenando una caccia all'uomo

In seguito alla maxi caduta, alcuni corridori furono addirittura costretti a lasciare il Tour, mandando in pochi secondi in frantumi una preparazione di mesi. La donna, consapevole di aver creato un danno non indifferente, decise subito dopo l'avvenuto di lasciare la zona, facendo perdere le sue tracce. In seguito a questo si scatenò una vera e propria caccia all'uomo in tutta la Francia, con la donna che dopo quattro giorni di fuga decise di costituirsi.

Venne così incarcerata per una notte e poi fu incriminata con l'accusa di aver avuto un comportamento che ha messo "in pericolo gli altri", che ha provocato delle "lesioni involontarie" che hanno portato a una inabilità la lavoro "non superiore ai tre mesi".

Per tutti questi motivi, nello scorso ottobre il tribunale di Brest aveva chiesto contro la donna una condanna di "quattro mesi di reclusione".

La condanna è stata assai meno grave, con un risarcimento 'simbolico' di un euro

In tribunale, comunque, la donna aveva rilasciato delle dichiarazioni in cui si era detta "pentita" e consapevole della pericolosità delle sue azioni.

Tali parole sono bastate agli organizzatori del Tour, che hanno dunque deciso di sospendere le azioni legali intraprese. Decisione, questa, non condivisa invece dall'Associazione internazionale dei ciclisti professionisti, che invece aveva deciso di continuare la propria azione legale con l'obiettivo di promuovere un maggior rispetto verso i corridori.

Basti pensare che, proprio poche settimane fa, Tony Martin ha deciso di lasciare il ciclismo scottato proprio dalle numerose cadute subite negli ultimi mesi.

Pochi giorni fa, il tribunale ha emesso sentenza contro la donna: per lei niente reclusione, ma "solo" una multa di 1200 euro. La protagonista, poi, è stata costretta a pagare un euro di risarcimento "simbolico" in favore dell'Unione Nazionale dei Ciclisti Professionisti, costituitasi come parte civile nel processo.