Il 30 aprile 2022 le autorità della Guardia nazionale boliviana (GNB) e le forze armate venezuelane hanno sequestrato un narco-sottomarino artigianale nel fiume Apure, principale affluente dell'Orinoco a Los Llanos, molto vicino al confine con la Colombia.

Un alto funzionario della GNB nella zona, ha riferito che il batiscafo apparterrebbe ai gruppi chiamati TANCOL, nome usato in Venezuela per riferirsi alle organizzazioni criminali dediti al traffico di droga che operano in entrambi i paesi sudamericani.

Il mezzo aveva un sedile installato per un unico occupante, era lungo sei metri, e pare essere stato progettato esclusivamente per navigare nella zona fluviale.

La destinazione era probabilmente il delta dell'Orinoco (Venezuela) per caricare la cocaina sulle navi dirette in Europa attraverso l'Atlantico. I semisommergibili vengono costruiti in cantieri clandestini nelle zone fluviali dove arrivano carichi di cocaina direttamente dai laboratori. La via fluviale è il primo passo del grande viaggio della droga verso il consumatore finale.

Dell'operazione militare ne dà conferma il Generale dell'esercito Venezuelano Hernàndez Làrez su Twitter, che ha coordinato le operazioni.

I Narco-sommergibili

Questo sequestro in realtà non è un unicum nel suo genere.

Negli ultimi dieci anni, le organizzazioni dedite alla produzione ed al traffico di droga hanno iniziato a costruire sempre di più mezzi di questa tipologia. Un altro sommergibile è stato catturato nel 2019 al largo della Galizia, in Spagna. In quell'occasione a bordo furono trovate tre tonnellate di cocaina. Questi mezzi, nonostante possano sembrare difficili da ottenere, vengono realizzati esclusivamente in maniera illegale, in officine clandestine nell'amazzonia, da sempre covo di trafficanti e guerriglieri.

Questi mezzi permettono ai trafficanti di eludere i controlli seppur non siano totalmente invisibili ai radar e soprattutto alle soffiate. Solitamente vengono utilizzati per rotte relativamente brevi, come quelle caraibiche o che passano dal Golfo del Messico ma non mancano vere e proprie imprese degne di Hollywood come quella sopracitata verso la Spagna.

'Dal produttore al consumatore', la filiera con le cosche italiane

La filiera della cocaina è complessa ed estesissima. Il fatto che venga prodotta solo in tre paesi nel mondo - e che nonostante ciò sia consumata in tutti i paesi del mondo - dovrebbe farcelo immaginare. I paesi produttori, infatti, sono tre: Colombia, Perù e Bolivia. Una volta prodotto, l'oro bianco sud americano passa nelle mani delle organizzazioni che si occupano del traffico verso i maggiori consumatori, USA primi fra tutti. Personaggi chiave di questo passaggio sono i "sistemisti", veri e propri specialisti del movimento della merce verso l'estero, che si occupano per l'appunto di garantire che la cocaina arrivi a destinazione.

A ricoprire un ruolo chiave, ovviamente, sono i cartelli della droga messicani che inondano gli Stati Uniti di cocaina dopo la caduta delle macro organizzazioni colombiane (cartello di Cali e di Medellin). Ad inondare di coca l'Europa, invece, è la 'ndrangheta calabrese. Secondo il Procuratore Nicola Gratteri la 'ndrangheta vanterebbe la detenzione del monopolio del traffico di cocaina nel continente europeo.