Tra le novità legislative che arrivano dai paesi vicino suscita curiosità l'esito di una proposta di legge trasversale, Il “dovere coniugale” in Francia non sarà più un obbligo dettato dal matrimonio e il paese transalpino, attraverso l'Assemblea Nazionale ha sancito mercoledì scorso, all'unanimità, una storica ridefinizione del matrimonio. Il testo della proposta di legge passa ora al vaglio del Senato con l'obiettivo di rendere vigente ed efficace la legge prima dell'estate 2026.
Il "dovere coniugale" nel paese transalpino
Il “dovere coniugale” non era esplicitamente disciplinato all'interno del Codice Civile francese, tuttavia questa nuova proposta di legge, che entro l'estate del 2026 diverrà norma vigente, mira proprio ad eliminare quest'ambiguità che nelle aule di tribunale si è tramutata per interpretazione, nel concetto assodato dell'obbligo di consumare rapporti sessuali tra coniugi quale fondatezza o nullità del matrimonio.
In Francia per la legge, attualmente, sussistono quattro doveri matrimoniali e questi sono fedeltà, assistenza, soccorso e comunione di vita. Proprio l'ultimo dovere è quello che è sempre stato interpretato ed assimilato come comunione di vita uguale a comunione di letto, una convivenza dettata dal presunto obbligo di rapporti sessuali tra i coniugi. Un'interpretazione che finiva spesso nelle sentenze per condannare o sanzionare il coniuge che si sottraeva appunto all'intimità con il partner.
Il nuovo testo di legge, proposto dalla deputata ecologista Marie Charlotte Garin e da Paul Christophe del partito Horizons (Centrodestra) viene scritto in modo inequivocabile che la comunione di vita, così come scritta nel Codice Civile francese, non crea alcun obbligo per gli sposi di dover per volontà solo di uno dei coniugi, avere rapporti sessuali.
Perché la Francia è pronta ad un passo culturale storico
l motivo per cui la Francia è pronta a dissipare ogni forma di ambiguità sul concetto di “dovere coniugale” è dovuto ad un'accelerazione legislativa per casi concreti. Nel 2019 un cittadino transalpino aveva ottenuto il divorzio con addebito alla moglie perché lei si era sottratta per diversi anni dall'avere rapporti intimi con lui. La Corte di Cassazione aveva rigettato il ricorso fatto dai legali della moglie e il caso era finito addirittura alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo che nel 2025 ha condannato la Francia.
Secondo la Corte Europea infatti il riconoscimento del cosiddetto “dovere coniugale” come obbligo di avere rapporti completi con il coniuge indica un legittimare, contro la volontà dell'individuo e sotto la minaccia di un divorzio per colpa, un comportamento costrittivo da parte del coniuge che vuole quel tipo di rapporto.
In breve, equiparando il rapporto intimo non voluto da entrambi i coniugi allo stupro.
La proposta di legge
La proposta di legge è sostenuta da un folto nugolo di deputati ed in maniera trasversale, sono circa 120 gli eletti che lo appoggiano ed essi vanno dall'estrema destra alla sinistra radicale, passando per i Républicains, tutti uniti nell' Assemblea Nazionale. Durante il dibattito in aula i socialisti e membri del partito La France Insounise hanno proposto un emendamento che eliminasse anche l'obbligo della fedeltà, poiché anch'esso ritenuto un invito esplicito ad avere rapporti sessuali. Quest'ultimo emendamento però non è passato.