Una nuova stretta sull’uso dei social network da parte dei giovanissimi arriva in Parlamento. Alla Camera è stata depositata una proposta di legge targata Lega che punta a introdurre limiti rigidi all’accesso alle piattaforme digitali per i minori di 15 anni, con l’obiettivo dichiarato di proteggere salute mentale, sviluppo psicologico e sicurezza online. Il provvedimento, composto da cinque articoli e firmato in prima battuta dalla deputata Giorgia Latini, prevede un vero e proprio divieto di iscrizione ai social per gli under 15. Per i ragazzi sopra questa soglia, invece, l’accesso sarebbe possibile solo con un’autorizzazione esplicita e “verificabile” da parte dei genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale.
I rischi dei social per gli adolescenti
Alla base della proposta c’è una valutazione chiara: l’utilizzo intensivo delle piattaforme durante l’età evolutiva può avere conseguenze serie. Nel testo si parla di effetti negativi su sonno, concentrazione, autostima e benessere psicologico. Tra i pericoli indicati figurano ansia, depressione, dipendenza digitale, cyberbullismo e forme di manipolazione emotiva. Una fotografia che rispecchia le crescenti preoccupazioni di famiglie e specialisti, in un contesto in cui smartphone e app sono sempre più presenti nella vita quotidiana dei ragazzi.
Obblighi stringenti per le piattaforme
La norma non si limita a vietare l’accesso, ma chiama direttamente in causa i gestori dei social network.
Le aziende dovranno dotarsi di sistemi efficaci per verificare l’età degli utenti e adottare misure tecniche per ridurre l’esposizione a contenuti dannosi. Nel mirino finiscono anche i meccanismi di design considerati “manipolativi” e gli algoritmi di raccomandazione che possono incentivare un uso compulsivo delle piattaforme. L’obiettivo è limitare quei sistemi che favoriscono la dipendenza o che possono compromettere l’equilibrio psicofisico dei minorenni. Sul fronte della privacy, il testo introduce paletti severi: niente profilazione commerciale dei minori e obbligo di cancellazione rapida dei dati raccolti, per evitare utilizzi impropri o riutilizzi futuri.
Il ruolo del Garante e delle Istituzioni
A definire le regole operative sarà il Garante per le comunicazioni, che lavorerà in sinergia con il Garante della privacy e seguendo le linee guida europee. Spetterà a queste autorità stabilire modalità e controlli per rendere effettive le nuove disposizioni. Non solo sanzioni e divieti. La proposta punta anche sulla prevenzione. Il ministero dell’Istruzione, insieme a quello della Salute, dovrà avviare programmi strutturati di educazione digitale in tutte le scuole, per insegnare agli studenti come funzionano algoritmi, piattaforme e gestione del tempo online.
Nasce anche un osservatorio nazionale
Prevista infine l’istituzione di un osservatorio permanente sull’impatto dei social sui minori.
L’organismo, coordinato dal ministero dell’Istruzione, avrà il compito di monitorare il fenomeno e presentare ogni anno una relazione al Parlamento, così da valutare l’efficacia delle misure e proporre eventuali correttivi. Con questa iniziativa, l’Italia si allinea alle esperienze già adottate in altri Paesi europei, come la Francia, aprendo il dibattito su un tema sempre più centrale: come proteggere i ragazzi nell’era degli algoritmi senza rinunciare alle opportunità del digitale.